25/01/2020 ore 21:48
Terni: il consigliere Melasecche è preoccupato per la ventilata trasformazione del carcere di Sabbione in istituto di massima sicurezza
Teme che l'attuale carcere di Sabbione possa essere ampliato e "promosso" a penitenziario di massima sicurezza. Il consigliere regionale Enrico Melasecche (Udc) chiede alla presidente della Regione Lorenzetti ed al sindaco Raffaelli di impegnarsi perchè questo non accada, poichè in caso contrario "la situazione della sicurezza nel territorio diverrebbe davvero preoccupante". Melasecche spiega che "è noto che attorno alle strutture carcerarie si formano nel tempo tutta una serie di legami con le famiglie dei reclusi, dunque è preoccupante per una città come Terni, che vuol mantenere un buon livello della qualità della vita, l’ipotesi di una trasformazione della struttura penitenziaria di Vocabolo Sabbione in carcere di massima sicurezza con la costruzione di un nuovo padiglione per i reclusi in regime di EIV, 'elevato indice di vigilanza' e/o di AS, “alta sicurezza” che si vanno ad aggiungere agli attuali detenuti in regime di 41 bis, quelli condannati per associazione mafiosa". "E’ vero - si chiede Melasecche - che, a tal fine, si starebbe progettando la costruzione di un nuovo padiglione? E’ vero che l’attuale edificio deve essere completamente ammodernato proprio perché la casa circondariale è strutturalmente inidonea ad accogliere detenuti che hanno sulle spalle condanne pesantissime, a partire dagli ergastolani? Perché Terni dovrebbe ospitare una casa di reclusione sul modello di quella di Spoleto, visto che la distanza è di appena 25 chilometri? Per Terni non era previsto inizialmente neanche il 41 bis che non ha neanche il nuovo carcere di Perugia. Non solo, i livelli di sorveglianza imposti da una casa di reclusione per ergastolani potrebbero rendere più difficili, in assenza di un necessario quanto improbabile incremento di personale, le tante attività a favore del recupero dei reclusi che oggi vengono svolte nella casa circondariale di Terni come le attività di rieducazione: il panificio, il canile, la potatura degli olivi e altro. Inoltre un carcere di massima sicurezza imporrebbe una sorveglianza ai massimi livelli, con ulteriori stress per gli agenti già oberati da pesanti carichi di lavoro che prevedono di frequente il controllo di due sezioni e di un elevato numero di celle rispetto a qualche anno fa. La situazione è dunque è molto delicata. Chiedo pertanto al sindaco di Terni e al Presidente della Giunta regionale - conclude Melasecche -di fornire informazioni più precise su quanto si sta attuando. Terni non è rassegnata a qualsiasi futuro e respinge prospettive che la renderebbero epicentro di situazioni di insostenibile disagio sociale, in rottura con i tradizionali equilibri di accoglienza e sicurezza del territorio. L’Umbria, con i suoi 850.000 abitanti, ha già ben quattro istituti carcerari e non può continuare a puntare per il suo sviluppo sull’incremento di questo particolarissimo settore. E’ ben altro il turismo che dobbiamo far crescere e quello carcerario proprio non ci interessa!".

21/3/2008 ore 11:41
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