18/09/2020 ore 16:08
Cellule staminali: dal convegno sono emerse novità importanti ma anche delle preoccupazione riguardo alla mancanza di una convenzione con la Regione
"Il dibattito sull'università, la ricerca e l'alta formazione non può essere disgiunto dall'attuale fase critica del sistema industriale, che ha conosciuto un'accelerazione per la nota vicenda della sanzione comminata all'Italia dalla Commissione Europea per gli aiuti di Stato nell'energia". Lo ha affermato il segretario generale dell'Associazione Terni Città Universitaria, Ciano Ricci Feliziani, aprendo il convegno "Cellule staminali, verso la sperimentazione clinica". Preoccupazioni sono state manifestate per la mancanza di una convenzione tra la Regione dell'Umbria e la Fondazione Cellule Staminali per l'attività della Bio-Banca cellulare attivata presso l'Azienda ospedaliera di Terni e per l'avvio del progetto "Officina del Cervello" all'Ospedale Niguarda di Milano, finanziato e sostenuto dalla Regione Lombardia con 2,5 milioni di euro per i prossimi tre anni, ai quali si aggiungeranno le risorse messe a disposizione dall'associazione Neurothon Onlus. In Lombardia, infatti, opererà l'équipe del professor Vescovi, grazie anche a una convenzione con il Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell'Università Milano Bicocca, con attività di ricerca sovrapponibili a quelle di Terni. L'Associazione ha ricordato come nel Patto di territorio erano previsti importanti strumenti per garantire l'affermazione di incentivazioni all'innovazione e allo sviluppo. Si trattava non solo di finanziamenti per la nascita del Distretto tecnologico dell'Umbria, ma anche di precisi impegni governativi per il radicamento delle attività universitarie nell'ambito del Ternano e per la interconnessione dei centri di ricerca e dei laboratori accademici con il mondo dell'impresa. "L'Umbria, ancora una volta, rischia di marciare a una doppia velocità – ha detto Ricci Feliziani - I due anni trascorsi dalla firma del Patto di Territorio, infatti, non hanno prodotto quel dibattito auspicabile per la realizzazione a Terni di quel Polo dei materiali speciali che poteva mettere intorno ad un grande progetto non solo l'acciaieria – che peraltro si stava apprestando a darsi una leadership europea – ma anche le industrie del polo chimico, i centri di ricerca sulle nano e biotecnologie, il mondo dell'università. E intorno alla ricerca sulle cellule staminali, intorno alla realizzazione della nuova sede della Facoltà di Medicina, in sinergia con le attività svolte nel polo scientifico di Pentima, si sarebbero potute accelerare la programmazione di quel Polo Biomedicale costruito intorno alle eccellenze nella ricerca". Dalla sua, proprio Vescovi ha annunciato la visita a Terni di un pool di investitori cinesi per il prossimo 11 dicembre. I manager visiteranno il Centro di ricerca ternano, attivato in ospedale e la ex Milizia, dove a marzo 2008 dovrebbe cominciare ad operare l'Institute for Brain Repair (IBR). Il direttore della banca di cellule staminali cerebrali di Terni ha annunciato che il Centro è "in grado di produrre in laboratorio staminali cerebrali adulte umane, prelevate da feti abortiti spontaneamente e poi moltiplicate''. Cellule utili per malattie neurodegenerative, in primis sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e sclerosi multipla. "Abbiamo iniziato le procedure di certificazione del centro e contemporaneamente stiamo scrivendo i protocolli clinici. Dunque - dice Vescovi - entro qualche mese potremmo iniziare la sperimentazione di fase 1 sull'uomo''. La Banca delle cellule staminali di Terni, che Vescovi dirige, è sostenuta dalla Fondazione cellule staminali, che annovera tra i soci l'Istituto superiore di sanità, la diocesi di Terni-Narni-Amelia, la Fondazione Carit, il Comune di Terni e la Neurothon Onlus. Per mettere a punto i laboratori in grado di prelevare le staminali cerebrali adulte dai feti abortiti, e per poi coltivarle in laboratorio, è servito finora un milione di euro circa.
30/11/2007 ore 16:22
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