10/07/2020 ore 09:27
Terni: i carabinieri arrestano 9 cittadini cinesi che facevano prostituire giovani connazionali in varie città italiane
Nove cittadini cinesi, di età compresa tra i 25 ed i 35 anni, sono finiti in manette con accuse pesantissime: associazione a delinquere, sfruttamento della prostituzione, immigrazione clandestina e riduzione in schiavitù. Rischiano fino a 15 anni di carcere. Gli arrestati sono stati fermati al termine di una vasta operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Terni, e che ha visto coinvolte 19 città sparse su tutto il territorio italiano ed altrettanti comandi provinciali dei carabinieri. Ben 100 uomini dell’ Arma, tra sabato e domenica, hanno effettuato sopralluoghi e interventi in varie case di appuntamento messe in piedi dall’organizzazione malavitosa che faceva capo al gruppo di cinesi. L’operazione era partita da Terni, circa un anno fa, quando i carabinieri avevano scoperto in Largo Villa Glori una casa di appuntamenti dove si prostituivano delle giovani cinesi. Lunghe e complesse indagini, coordinate dal tenente Marco Belladonna, hanno permesso ai militari di scoprire il traffico che si celava dietro. I carabinieri si sono finti dei clienti e sono entrati in alcune di queste case che l’organizzazione prendeva in affitto solo per brevi periodi in modo da non destare sospetti nei vicini. Non senza difficoltà sono riusciti a far parlare qualcuna delle ragazze, che limitavano la loro conoscenza dell’italiano, ad un linguaggio “tecnico”, riferito al genere di lavoro che erano costrette a fare e per il quale applicavano tariffe che andavano dai 40 ai 70 euro. Così i carabinieri hanno scoperto che le giovani cinesi, un centinaio e tutte fra i 20 ed i 30 anni, venivano convinte ad arrivare in Europa dietro la promessa di un buon posto di lavoro. Dovevano sborsare però 7.000 euro per avere il passaporto. Prima tappa la Svizzera, dove avveniva lo smistamento verso l’Italia. La verità, nuda e cruda, veniva fuori brutalmente e le ragazze capivano quale era il motivo per le quali erano state invitate ad emigrare dai loro paesi di origine, quasi sempre località remote del paese del Sol Levante. Gli aguzzini toglievano loro il passaporto e gli consegnavano dei documenti con false identità, minacciandole di farle arrestare se avessero provato a "disubbidire"; quindi venivano avviate alla prostituzione in varie città italiane, da Reggio Emilia a Legnano, da Bologna a Vercelli, da Vigevano a Gallarate e ancora Terni, Viterbo, Roma e altre. Per riavere il passaporto le ragazze dovevano sborsare 10.000 euro, ma è ancora da chiarire se ci siano state ragazze che sono riuscite ad accumulare questa cifra ed a “riscattare” il documento che avrebbe permesso loro di ritornarsene nel loro paese di origine. Il turpe traffico è stato interrotto dai carabinieri giusto in tempo, perché sembra che l’organizzazione avesse in mente di cambiare aria e di spostarsi in altri paesi europei. Le indagini sono ancora in corso e non è escluso che possano portare all’arresto di altre persone coinvolte nell’inchiesta. I carabinieri hanno sequestrato 10.000 euro in contanti e 4 computer. I 9 arrestati erano già noti alle forze dell’ordine per avere commesso reati simili a quelli per i quali vengono ora imputati. Usavano vari alias ed avevano numerose carte di identità fasulle. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Elisabetta Massini.
17/9/2007 ore 14:29
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