08/08/2020 ore 14:10
Abusi edilizi: in Umbria sono circa 4.000 gli immobili non dichiarati al catasto, chiesti interventi per debellare il fenomeno
“E’ estremamente preoccupante l’esito dell’ultimo censimento aereo, effettuato nella sola provincia di Perugia dall’Agenzia del Territorio dell’Umbria, che ha permesso di scovare circa 4.000 immobili non dichiarati al catasto”. E’ quanto denuncia, in una nota, il capogruppo del Prc-Se Stefano Vinti che spiega come si tratti di “abusi piccoli e grandi, talvolta sanabili amministrativamente, altre volte no, che aggiungono comunque al danno ambientale prodotto in aree geografiche assai spesso di grande pregio, la beffa di sfuggire completamente al fisco”. “Si tratta di un fatto – aggiunge - di non secondaria importanza, considerata la propensione di tante nostre amministrazioni comunali di far quadrare i loro bilanci ricorrendo a inasprimenti tributari e tariffari che colpiscono indiscriminatamente tutti i cittadini, in specie quelli più onesti e che pagano interamente quanto loro richiesto”. Per Vinti “di fronte a questa realtà le pubbliche istituzioni umbre hanno il dovere di reagire e mobilitarsi prontamente per far mettere in regola i tanti ‘furbi’ che sono stati sin qui abituati a farla franca, sia dal punto di vista legale che tributario. Tutto ciò – puntualizza - per una ragione di equità nei confronti della grande maggioranza dei cittadini onesti che fanno interamente il loro dovere”. “Al fine di scongiurare situazioni di disparità di trattamento, – spiega il capogruppo del Prc - determinate magari da una diversa volontà, od anche capacità, delle istituzioni locali di attivare i necessari controlli adottando le opportune determinazioni, Rifondazione comunista invita l’Anci regionale e la Regione a costituire una apposita ‘task-force’ politico-amministrativa che, estendendo la sua scrupolosa attenzione sull’intero territorio umbro, si proponga di coadiuvare tutti i Comuni. In maniera particolare – spiega - quelli più piccoli e non in grado di provvedere autonomamente alla predisposizione degli strumenti più idonei atti a reprimere questo fenomeno ed obbligare gli inadempienti al pagamento delle somme dovute”. In conclusione, per Vinti, “alla ‘task-force’ dovrà essere, naturalmente, affidato anche il compito di organizzare una più attenta opera, per il futuro, di carattere preventivo, affinché queste situazioni di irregolarità non abbiano più a verificarsi”.
3/9/2007 ore 5:24
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