18/09/2020 ore 16:57
Inquinamento luminoso: la Giunta regionale individua le zone di particolare protezione degli osservatori astronomici umbri
Impedire che l’osservazione e lo studio delle stelle e dei corpi celesti siano disturbati dalle luci di città e centri abitati. Per gli undici osservatori astronomici umbri, pubblici e privati, scatta la speciale tutela stabilita con la legge regionale “20/2005”: la Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente Lamberto Bottini, ha ora approvato la delibera che definisce, con le relative tavole cartografiche, le zone di “particolare protezione” dall’inquinamento luminoso. “La legge regionale – ricorda l’assessore Bottini – coniuga la tutela dell’ambiente e il risparmio energetico. Si propone, infatti, sia di limitare l'inquinamento luminoso sia di contenere i consumi energetici, attraverso la diffusione di sistemi di illuminazione ad alta efficienza e un uso più razionale delle sorgenti di luce. Per i Comuni che adeguano gli impianti e si dotano del Piano di illuminazione pubblica sono previsti appositi finanziamenti. Tra gli obiettivi della legge, rientra quello di consentire lo sviluppo dell'attività di ricerca scientifica e divulgativa degli osservatori astronomici pubblici e privati, oltre alla godibilità del cielo stellato che rappresenta una componente del patrimonio paesaggistico umbro. Con questo nuovo atto, la Giunta regionale individua la fascia ‘protetta’ in cui si prevedono i criteri e le misure più rigorose, a salvaguardia delle attività di strutture che attraggono un numero crescente di studiosi e appassionati, di cui sono chiamati a tener conto i Comuni ricompresi nel territorio interessato”. “Entro i confini delimitati – spiegano dal Servizio regionale Prevenzione e protezione dall’inquinamento – vige per i Comuni l’obbligo di adeguare gli impianti d’illuminazione esistenti e di progettare i nuovi in base a quanto previsto dalla legge regionale n. 20 del 28 febbraio 2005 ‘Norme in materia di prevenzione dall’inquinamento luminoso e risparmio energetico’ e dal relativo regolamento, approvato nell’aprile scorso. Entro tre anni, i Comuni ricompresi nelle aree di particolare protezione devono provvedere alla verifica degli impianti d’illuminazione esterna ed entro i successivi cinque anni sono chiamati all’adeguamento”.
15/10/2007 ore 11:56
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