20/11/2019 ore 02:25
E/45: duro intervento di Melasecche (Udc) che incolpa la presidente della Giunta regionale Lorenzetti, solidarietà invece da parte di Masci (Dl)
Continua il dibattito politico sulla vicenda della E/45. Sulla questione sono da registrare due interventi, il primo del capogruppo in Consiglio Regionale della Margherita Luigi Masci e l'altro del consigliere Enrico Melaseche (Udc). “Dobbiamo mettere in atto ogni forma civile di protesta verso il Governo nazionale - afferma Masci - affinché per la E/45 cessi lo stato di vergogna in cui oggi versa. E’ una questione di assoluta priorità e bene ha fatto la presidente Lorenzetti ad affrontare il problema con autorevolezza per salvaguardare gli interessi dell’Umbria”. Il capogruppo della Margherita assicura inoltre, a nome dell’intero gruppo consiliare, "la partecipazione attiva affinché si raggiunga quell’adeguamento e messa in sicurezza che oggi, allo stato dell’arte, significano la trasformazione dell’arteria in autostrada. Ne va, oltre che della sicurezza di chi la percorre, dello sviluppo dell’economia regionale”. Per Masci “bisogna lavorare per recuperare il gap infrastrutturale di cui soffre l’Umbria e l’ammodernamento della E/45 in autostrada significa fare un passo in avanti di non poco conto. Chiaramente – spiega – dal pedaggio dovranno essere tenuti fuori tutti coloro legati al ‘pendolarismo interno. Tra l'altro per questa arteria – ricorda Masci – c’è già un protocollo d’intesa firmato dalle Regioni interessate dal tratto Mestre-Civitavecchia che si sono chiaramente pronunciate per la trasformazione dell’arteria in autostrada”. In conclusione, comunque, per il capogruppo della Margherita "è necessario, in ogni caso, prevedere le corsie di emergenza. Così com’è, per la mole di traffico giornaliero che deve sopportare, è un pericolo per chi la percorre e una vergogna per l’intera regione".
Più graffiante l'intervento di melasecche il quale afferma che "non si possono più chiudere gli occhi e orecchi su forze radicali che remano contro la nostra regione ed il nostro paese, lavorando in direzione opposta a quella dello sviluppo”. “Il ritiro da parte di Anas del progetto di trasformazione in autostrada della E/45, costituisce l’ennesimo torto che l’Umbria è costretta a subire da questo Governo e dalle componenti più oltranziste della Regione”. "L’Umbria – commenta il vice presidente del Consiglio Regionale - precipita, così nel 1970 quando si decretò, per legge, l’impossibilità di costruire nuove arterie, con gli esiti che tutti conosciamo. La superstrada E/45 è ben poco ‘super’, anzi, in certi lunghi tratti, somiglia alle mulattiere peruviane”. “Bene ha fatto l’onorevole Ronconi – sottolinea Melasecche – ad evidenziare gli esecutori di tale sconsiderato disegno, indicando al contempo il corretto comportamento tenuto dalla presidente Lorenzetti su questa vicenda. Coerenza imporrebbe, però, - fa sapere il consigliere della Cdl - che la stessa Lorenzetti chiudesse urgentemente i rapporti con la sinistra conservatrice, aprendo formalmente una crisi politica atta a riportare chiarezza segnalando alla pubblica opinione le vere responsabilità degli uni e degli altri. Deve dire – sottolinea rivolgendosi alla Presidente M.Rita Lorenzetti - se per lei è più importante il vincolo di coalizione o fare gli interessi dell’Umbria”. Il vice presidente del Consiglio regionale evidenzia che “per il territorio della provincia di Terni, le conseguenze di un simile disimpegno sono devastanti”. “Insieme a tanti sindaci, - ricorda Melasecche - ci impegnammo con Lunardi, ex ministro alle Infrastrutture, per la nascita della bretella autostradale diretta con Roma (soli 60 km) che lo stesso sindaco di Terni Raffaelli aveva definito di primario interesse per l’Amministrazione. Ma nonostante la certificata volontà delle stesse forze produttive e delle Associazioni di categoria locali e regionali, la Terni-Vascigliano-Passo Corese-Roma Nord non si farà, almeno con questo Governo”. Per Melasecche “la città di Terni e le sue imprese rischiano, in questo modo, di finire in un vicolo cieco, senza sbocchi logisticamente adeguati alle merci. A salvare la ‘Conca’ – spiega - non basteranno né un ‘Rato’ ormai obsoleto, né una Ferrovia Orte-Ancona, in gran parte da raddoppiare. Con il naufragio della nuova E/45, - conclude - l’ipoteca sul futuro della nostra comunità si fa, dunque, davvero pesante. La Lorenzetti ne prenda
atto e volti pagina”.
7/8/2007 ore 4:35
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