21/11/2019 ore 20:13
Terni: a 22 anni dalla morte dell'agente Roberto Antiochia, la polizia ternana lo ha ricordato con una messa di suffragio
La Questura di Terni ha commemorato con una messa in suffragio, presso la Chiesa del Sacro Cuore, l’agente Roberto Antiochia, vittima della mafia, nell’anniversario della sua morte. Roberto Aantiochia era nato a Terni il 7 giugno 1962 e vi aveva vissuto fino al 1967. Arruolatosi in Polizia a 18 anni, dopo il corso di formazione venne assegnato dapprima alla Questura di Torino, poi alla Criminalpol di Roma ed infine alla Squadra Mobile di Palermo. A Palermo collabora con il dott. Peppe Montana, Capo della Sezione Catturandi, e con il dott. Ninni Cassarà, Capo della sezione investigativa; funzionari ai quali era legato da sincera amicizia. A luglio del 1985, poco prima dell’omicidio del dott. Montana, Roberto Antiochia viene trasferito a Roma ma appresa la notizia dell’agguato mortale, avvenuto sulla banchina di Porticello il 29 luglio, Roberto decide di ritornare a Palermo, aggregato alla squadra Mobile, per concorrere nelle indagini sull’omicidio del funzionario e per essere vicino al dott. Cassarà, considerato oramai prossimo obiettivo della mafia.
Durerà poco questo suo impegno di amore straordinario, perché una settimana dopo l’omicidio Montana, alle 15.20 del 6 agosto 1985, a Palermo, in via Croce Rossa 81, un commando già organizzato e appostato, uccide Cassarà ed Antiochia e ferisce altri due agenti. Roberto Antiochia muore subito perché con il suo corpo ha cercato di proteggere il suo commissario dai colpi di Kalashnikov sparati dai Killer della mafia. Il Presidente della Repubblica il 26 settembre 1986 lo ha insignito della medaglia d’oro al valor civile. Nel 1997 alla sua memoria venne intitolata la nuova sede del Commissariato di Orvieto e successivamente la via della nuova Questura. Alle due cerimonie partecipò la mamma di Roberto, la signora Saveria, scomparsa nel 2001, che per anni è stata una delle donne che a Palermo e in Sicilia hanno portato avanti l'impegno antimafia e numerose battaglie per la legalità, con grande dignità e forza d'animo, impegnandosi strenuamente nella denuncia e nell' impegno contro la mafia e per la libertà della Sicilia. Da allora, la signora Saveria ha investito ogni minuto del suo tempo e ogni energia scaturita dalla sua indignazione per ricordare a tutti il valore civile della memoria e l’irrinunciabilità della giustizia. I mandanti e gli esecutori materiali dei due omicidi, tutti appartenenti a Cosa Nostra, sono stati individuati e condannati da tempo all’ergastolo. A ventidue da quei tragici eventi la Questura di Terni ricorda lo straordinario esempio di senso del dovere di Roberto Antiochia che ha sacrificato la sua giovane vita di 23 anni appena, in difesa dello Stato e delle sue istituzioni.

6/8/2007 ore 18:34
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