19/11/2019 ore 17:41
Sanità: verso la creazione a Terni di un centro regionale per la conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale
Avanzata alla Giunta di Palazzo Donini la richiesta di realizzare al “Santa Maria” di Terni un Centro di riferimento regionale. Il progetto è stato presentato dai professionisti del Servizio Immonotrasfusionale ed Ematologico diretto dal dr. Giampaolo Palazzesi. La direzione aziendale: “A Terni ci sono tutte le condizioni per realizzare il centro regionale per la conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale”. Il sangue del cordone ombelicale e della placenta è ricco di cellule staminali che hanno un ruolo fondamentale nella cura di gravi malattie del sangue. In particolare, queste cellule sono utilizzate nel trapianto per leucemie e linfomi, malattie congenite e metaboliche. Il cordone ombelicale, attraverso il quale la mamma nutre il proprio bambino, viene usualmente gettato dopo il parto. Dare il consenso alla donazione di sangue del cordone ombelicale, significa evitare uno spreco ed utilizzare quest’importante risorsa per la salute e la ricerca. Il sangue del cordone ombelicale e della placenta, infatti, è ricco di cellule staminali del tutto simili a quelle del midollo osseo, che hanno un ruolo fondamentale nella cura di gravi malattie del sangue. In particolare, queste cellule sono utilizzate nel trapianto per leucemie e linfomi, malattie congenite e metaboliche: ad oggi possono essere curate con il trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale più di 70 malattie e, in futuro, questo numero è destinato a crescere. La raccolta del sangue del cordone ombelicale avviene nella Sala Parto del "Santa Maria" (Responsabile dr Passalacqua), subito dopo la nascita del bambino, per opera di personale abilitato, quando il cordone è stato reciso. Questa procedura è innocua e indolore per la mamma e per il neonato. La sacca sterile contenente il sangue cordonale viene conservata dal Servizio Immunotrasfusionale (Responsabile dr Palazzesi) e poi inviata alla Banca del Sangue del Cordone Ombelicale del Policlinico Umberto I di Roma, presso la qual è sottoposto alle analisi necessarie e, quindi, congelato. Il Servizio Immonostrasfusionale ed Ematologico del “S. Maria” ha fatto richiesta da qualche tempo di divenire centro regionale per la conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale. La normativa vigente auspica che ogni regione dovrebbe avere una banca per la conservazione del sangue cordonale. Presso l'Azienda Ospedaliera viene effettuato il prelievo del sangue cordonale dal 2003. Ad oggi sono state prelevate 33 sacche e cinque di loro sono state conservate nella banca. Per diretta iniziativa del dr. Augusto Scaccetti, del Servizio Trasfusionale e della coordinatrice delle ostetriche, signora Antonietta Bianco, alcune donne e una rappresentante dell’Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordonale Ombelicale (Adisco), si sono riunite con l’intento di promuovere la donazione del sangue del cordone ombelicale ed organizzare anche nella nostra città e nella nostra regione una cultura della donazione. "Nelle ultime settimane - dichiara il dr. Scaccetti - i giornali e la televisione hanno dato ampia risonanza alla notizia che personaggi noti, come l’Infanta di Spagna e la conduttrice televisiva Federica Panicucci hanno depositato, presso una banca di conservazione statunitense, il sangue cordonale delle loro bambine appena nate. La notizia è stata ampiamente documentata e commentata dai protagonisti come gesto d’amore e un investimento per il futuro dei figli. A noi non piace alimentare questo 'uso personale' del cordone, perché è ritenuta non utile dalla comunità scientifica e per varie altre ragioni. Ci piace rilevare come invece in Italia, la raccolta di cellule cordonali dedicate sia possibile in presenza di casi familiari in cui si sono rilevate malattie curabili con il trapianto di cellule staminali. Noi ricerchiamo, tra le nuove frontiere della ricerca e le concrete possibili applicazioni, una 'riflessione' per favorire utili speranze, attese intelligenti e quindi per determinare una corretta informazione sugli utilizzi possibili del sangue placentare". Per informazioni sulla donazione e sulla costituzione dell’Adisco, ci si può mettere in contatto con il dr. Augusto Scaccetti (0744/205363) oppure con le ostetriche del reparto d’Ostetricia (0744/205412). Info: www.aospterni.it

4/8/2007 ore 5:35
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