19/07/2019 ore 02:22
Comunità Montane: la riforma approvata dalla Giunta regionale con la conseguente riduzione degli enti, suscita soddisfazione tra Ds e Coldiretti
“La riforma sul ‘nuovo riassetto delle comunità montane’, approvata in Consiglio regionale e quella del ‘sistema amministrativo e istituzionale’ costituiscono le fondamenta di un profondo processo di riforma che ci permetterà di operare i necessari interventi di settore anticipatamente e parallelamente a quanto il governo centrale riterrà di fare con l’attuazione del ‘Codice delle autonomie locali’”. E’ quanto scrive in una nota il capogruppo dei Ds-Uniti nell’Ulivo Gianluca Rossi che spiega come “Il disegno di legge approvato, intende valorizzare il ruolo dei Comuni e promuovere la cooperazione tra loro per un policentrismo solidale, in una visione unitaria dell’Umbria”. “Gli obiettivi che ci siamo dati – spiega Rossi - sono la sconfitta del localismo e la promozione di un sistema istituzionale più efficiente, la semplificazione delle procedure burocratiche e amministrative che rendano la vita più facile ai cittadini, il taglio della spesa corrente con il ‘riorientamento’ delle risorse verso investimenti a tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio”. Per il capogruppo diessino “la Regione Umbria, nell’autonomia e nella piena legittimità in materia, ha scelto di mantenere e valorizzare le comunità montane, riformandole profondamente. La Legge, infatti, - spiega - muta radicalmente l’attuale strutturazione territoriale, gestionale e di competenze degli enti ‘Comunità montane’ soprattutto nell’ottica della razionalizzazione delle funzioni e delle relative risorse. Le cinque comunità individuate – aggiunge – rappresentano l’assetto ottimale in relazione alle funzioni che le stesse svolgono e quelle ulteriori di cui dovranno occuparsi”. Secondo Rossi “la scelta compiuta di non far coincidere le Comunità montane con gli Ambiti territoriali risponde ad una logica di organizzazione funzionale, oltre che rispettare e garantire l’esperienza gestionale fin qui svolta. Per questa ragione la polemica politica del centrodestra, e non solo, non ha ragione di essere”. “Se si fosse agito diversamente - commenta - si sarebbero avute aggregazioni costrette dalla legge a svolgere funzioni non effettivamente rispondenti alle esigenze dei propri territori e cittadini e non si sarebbe prodotto alcun ulteriore risparmio rispetto a quanto riusciamo a realizzare con questa riforma. Infatti – dice - si passerà da 9 a 5 presidenti e da circa 90 assessori ad un massimo di 25 con indennità, per i primi, pari a quanto percepito da un sindaco di una città di 10.000 abitanti e per gli assessori ad una indennità pari al 50 per cento di quanto percepito dai membri di giunta di Comuni con le stesse caratteristiche”. “Attendere gli esiti della complessa riforma amministrativa avviata a livello nazionale, - evidenzia Rossi - e che coinvolge aspetti non concernenti il nostro territorio, prima di procedere alla ridefinizione dell’assetto istituzionale umbro, sarebbe stato un grave errore che ci avrebbe fatto cadere in un lungo e dannoso immobilismo che la nostra regione non può permettersi”. “E’, tuttavia, - aggiunge il capogruppo diessino - nostro compito continuare a guardare con attenzione il processo di riforma nazionale come abbiamo fatto in questo primo semestre, e contemporaneamente provvedere, in base a quanto ci è concesso fare, ad attuare la riforma del Titolo V, parte II della Costituzione il più rapidamente possibile, posizionando l’Umbria in prima fila nel processo riformatore che si sta compiendo nel nostro paese”.
Intanto Coldiretti, Cia e Confagricoltura dell'Umbria si dichiarano soddisfatte della riforma approvata dal Consiglio regionale sulla riorganizzazione delle Comunita' Montane. Secondo Coldiretti, Cia e Confagricoltura il mondo agricolo "necessita di un rapporto efficiente e trasparente con la pubblica amministrazione, indispensabile per aumentare la propria capacità competitiva ed evitare dispersione di risorse a discapito delle aziende e più in generale dell'intera collettività". Va proprio in questa direzione la riduzione del numero delle Comunita' montane del territorio, che sicuramente produrrà un risparmio della spesa pubblica.
23/7/2007 ore 16:20
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