08/08/2020 ore 14:14
Il Consigliere regionale Aldo Traccheggiani in difesa dei veterinari "costretti a pagare l'Iva al 20% sulle prestazioni erogate"
“Osservo già da tempo, sia come medico che vicepresidente della terza commissione del Consiglio regionale, la situazione in cui versa la categoria dei medici veterinari costretta a pagare un’Iva pari al 20 per cento”. Lo afferma Aldo Tracchegiani (An) secondo cui “imporre un’aliquota Iva pari al 20 per cento sulle prestazioni medico veterinarie erogate in regime libero professionale è penalizzante sia per chi esercita sia per chi usufruisce della prestazione”. “Imporre un’Iva del 20 per cento, pari cioè a quella dei beni di lusso –aggiunge Tracchegiani- significa non tenere in debita considerazione l’importanza delle cure veterinarie sulla sanità animale e sulla sanità pubblica poiché penalizza economicamente i proprietari di animali e crea una disparità di trattamento fiscale tra le prestazioni e i farmaci veterinari su cui grava un’Iva del 10 per cento. Pochi anni fa la materia dell’Iva per le professioni sanitarie e parasanitarie è stata revisionata convenendo che, oltre ai medici chirurghi e ai dentisti, numerose altre figure sanitarie e parasanitarie fossero esentate dall’aggravio dell’Iva con grande beneficio per i pazienti”. Il consigliere regionale si interroga dunque sul motivo per cui “la categoria dei veterinari è ancora soggetta a tale iniqua vessazione così come chi deve usufruire delle loro prestazioni per i propri animali. A poco in questi anni sono servite le protesta della categoria e dei cittadini agli occhi dei quali tale aggravio è stato giustificato come adeguamento alle disposizioni Cee. Tutti sappiamo che vi sono tantissime disposizioni comunitarie che vengono ignorate e per le quali paghiamo numerose multe e allora – continua il consigliere- non si capisce perché nessuno faccia niente. Ogni tanto, e sempre a ridosso delle campagne elettorali, si sente parlare di proposte di legge che poi vengono lasciate nel dimenticatoio con l’unico risultato che da quindici anni la categoria è penalizzata da un’ ingiusto e discriminante balzello”. “In un periodo in cui l’economia è fortemente in crisi ed arrivare a fine mese è sempre più difficile – conclude Tracchegiani – sarebbe vivamente consigliabile iniziare a riflettere su come far risparmiare qualche spicciolo ai nostri cittadini che tra un pò, vista la situazione, non si sentiranno più in grado neanche di comprare un animale per paura, in caso di malattia, di non avere soldi sufficienti per farlo curare. Non si tratta di fare demagogia: ma quando i il denaro è poco e le spese sono tante, si guarda anche al centesimo e si taglia dove si può”.
19/10/2007 ore 15:27
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