06/08/2020 ore 02:35
Terni: fino al 30 giugno presso il Museo Diocesano mostra di opere d'arte sacra di Pietro De Laurentiis
E’ un interessante itinerario quello che la mostra sulle opere d’arte sacra di Pietro De Laurentiis "Progetti disegni sculture" viene proposto al Museo diocesano e capitolare di Terni, in esposizione fino al 30 giugno. Una mostra che raccoglie oltre 40 opere, provenienti da collezioni private, progetti di edifici di culto ed arredi sacri, sculture e quadri, bozzetti, disegni, fotografie di opere realizzate: la Cattedrale di Chicago, la cappella votiva di Rivisondoli, la cattedrale di Civitavecchia, la chiesa di Sant'Eugenio a Roma, dove si evidenzia il progetto complessivo dell’Opera di un artista che proprio a partire dal Novecento abbandona il novecentismo, e prova a sperimentare sul filo di un modus operandi tipico del paradigma classico. Una sperimentazione che cercava ancora la possibilità di produrre significato, di produrre un discorso a partire dal riuso di tutti i linguaggi e di tutte le forme linguistiche delle tradizioni precedenti, rese nuovamente disponibili proprio dallo scadimento che su queste aveva operato l’avanguardia. Ed è questa la caratteristica esibita da De Laurentis: il voler caparbiamente misurarsi con lo spazio e con i suoi limiti travalicando i confini che avverte angusti e fittizi tra scultura e architettura, tra disegno d’invenzione e progetto. Da scultore si fa architetto modellando nel gesso cattedrali a pianta stellare, da architetto si fa decoratore nello studiare, con ossessivo amore per il dettaglio, lo spazio interno di una cappella votiva realizzata a Rivisondoli sul finire degli anni Cinquanta: l’altare, il ciborio, i candelabri. Da decoratore si fa pittore e traspone la sua sensibilità neocubista nel comprendere volumi e superfici, in angioletti spigolosi realizzati con il carboncino su carta ma impreziositi da un uso della tempera che è già pittura nel suo segno a fatica contenuto dalla campitura netta e più volte ribadita attraverso diversi segni paralleli. Questa mostra, dedicata a Pietro De Laurentiis, sembra indicare una strada che già a partire dal secolo scorso portava al superamento della modernità. Tanto negli intarsi dei grandi pannelli in legno eseguiti per il battistero della cattedrale di Chicago (del quale sono esposte le fotografie), quanto nelle opere a carattere sacro eseguite in autocommissione, Pietro De Laurentiis non ha paura di confrontarsi con i simboli e i segni di una tradizione che fa sua e che rinnova inventandola a nuova vita. Segni netti e definiti, l’ordine preciso e universale dell’asimmetria, gli animali e i simboli che arrivano direttamente dalle decorazioni delle cattedrali romaniche del suo Abruzzo danno il senso della religiosità profonda di questo artista, il senso della sua abilità antica con la quale ha cercato di essere più moderno dei moderni, sempre in contatto con la vita e con il suo tempo. Una commistione tra scultura, architettura, pittura, disegno in Pietro De Laurentiis che non è una semplice ricerca sul linguaggio come fine, ma come ricerca della parola che possa ancora una volta servire a inventare una nuova Storia, una nuova forma di vita.
4/6/2007 ore 0:18
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