26/09/2020 ore 19:19
I consiglieri regionali Rossi (ds) e Brega (dl) chiedono alla Endesa di garantire gli insediamenti produttivi presenti nella provincia di Terni
“L'annuncio della riorganizzazione societaria del gruppo Endesa Italia, con un ruolo non secondario della ex azienda municipalizzata della città di Brescia, che, essendo da sempre partner di Endesa, chiede di aumentare il proprio peso societario, al di la della indiscutibile autonomia industriale e di mercato che coinvolge Endesa, Enel e Eon, desta preoccupazioni poiché può porre le basi per una disarticolazione degli impianti presenti nella nostra regione ed in particolar modo nella provincia di Terni, con il venir meno di un unico interlocutore sia sul versante della gestione che della proprietà”. Lo affermano i consiglieri regionali Gianluca Rossi (Ds) e Eros Brega (Margherita) spiegando che “il tavolo che si è aperto ha come finalità lo smembramento di Endesa Italia con in particolare l'acquisizione, da parte della ex municipalizzata di Brescia, della centrale a carbone di Fiume Santo in Sardegna e gli impianti idroelettrici di Terni in Umbria. Il tutto, ovviamente, con il risultato che verrebbe meno la tenuta del sistema produttivo presente in Umbria e il mantenimento dei presidi tecnico-decisionali ad iniziare dalla Borsa elettrica di Villa Valle, con inevitabili ripercussioni che non possono essere sottovalutate”. “A ciò si aggiungerebbero –continuano i consiglieri regionali- gli effetti negativi sul mercato nazionale dell'energia; infatti, Endesa Italia risulta essere l'unico operatore del mercato elettrico italiano a godere di una certa autonomia a differenza di altre imprese operanti in tale settore. È perciò necessaria, come hanno anche chiesto alcuni rappresentanti istituzionali di Terni, una immediata presa di coscienza del problema da parte del governo regionale (a tal riguardo presenteremo una interpellanza nei prossimi giorni). Va intrapresa, con il concorso delle Istituzioni locali e delle rappresentanze parlamentari umbre, una iniziativa che sia in grado di attivare un immediato confronto con il governo nazionale, per garantire, sia sul versante industriale che su quello degli investimenti, gli insediamenti produttivi presenti in provincia di Terni e in particolar modo le prospettive sul versante delle energie rinnovabili e di un bene primario come l'acqua, i livelli occupazionali e gli accordi sottoscritti con le Istituzioni locali”.
2/5/2007 ore 5:21
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