21/11/2019 ore 23:29
Terni: la moglie dell'operaio morto alla stazione scrive al presidente Napolitano: "mi aiuti a capire il perchè di una simile tragedia"
Il sindaco Paolo Raffaelli ha incontrato a palazzo Spada la signora Daniela Eramo Mariani, vedova di Franco Mariani, il ferroviere morto nel tragico incidente sul lavoro alla stazione di Terni del 6 aprile scorso. La signora Mariani ha consegnato al Sindaco la copia di una sua lettera inviata al Presidente della Repubblica con la quale si denunciano le condizioni di lavoro nel cui contesto si è verificato l’infortunio mortale e si rivolge un appello al Presidente Napolitano affinché prosegua una sempre più ampia ed intensa iniziativa politica ed amministrativa per prevenire e rimuovere le cause delle stragi nei luoghi di lavoro. Il Sindaco ha ringraziato la signora Mariani per l’impegno suo personale e di tutta la sua famiglia, che in una così tragica circostanza è diventata il punto di riferimento di tutta una comunità cittadina.
Questo il testo della lettera inviata dalla signora Daniela al Presidente della Repubblica:
Signor Presidente,
sono la moglie di Franco Mariani, il manovratore morto il 6 aprile 2007 nel pieno svolgimento del suo lavoro ed a pochi mesi dalla pensione (strameritata il 30 giugno 2007!). Aiutatemi affinché non accada più, aiutatemi affinché nessuna madre, moglie figli piangano più per una tragedia così immane.
Il mio Franco desiderava andare in pensione, aveva tante cose da fare, ma un destino crudele lo ha strappato a tutti noi. Lavorava per farci vivere degnamente, svolgeva il suo lavoro con competenza ed accortezza perché conosceva e temeva il lavoro che faceva: Aiutatemi a trovare delle risposte!
Chi ha deciso di diminuire l’organico umano? Chi ha deciso che in uno scalo merci come la stazione di Terni, dove vi confluiscono merci delle Acciaierie, Montedison più le merci giornaliere, le squadre di manovra composte inizialmente da 6 operai si siano dovute ridurre a 3 operai? Voi dovete vedere su che basamento lavorano gli operai: non ci sono buche ma voragini fra i binari e le traversine; la notte c’è scarsa illuminazione ed in un tratto c’è addirittura buio pesto!! Ogni uomo che ha uno stipendio fisso si sente al sicuro e per quello stipendio affronta le difficoltà del proprio lavoro ma è ingiusto che proprio per quel lavoro che ti deve aiutare a vivere si debba morire. Mi è stato risposto che la stazione di Terni è altamente tecnologica perché possiede la plantografia di ultima generazione mentre mio marito per comunicare con i suoi colleghi aveva in dotazione una radio alla quale si muoveva la batteria impedendone spesso e volentieri il corretto funzionamento: pensi che per farla funzionare correttamente aveva dovuto mettere un pezzo di spugna tra la batteria ed il coperchio ed un elastico fuori!
Tutto ciò era anche stato fatto presente a chi di dovere e nessuno ha fatto nulla per risolvere questo grave problema: questa era la tecnologia all’avanguardia messa a disposizione di Franco e di tutti i suoi colleghi manovratori. Come vi ho già chiesto tramite e-mail il giorno 1° Maggio vorrei essere invitata da Voi per la celebrazione della commemorazione dei martiri del lavoro perché a chi ho fatto le stesse domande che ho posto a Voi mi risponda e comprenda che sono una moglie e madre determinata a far si che ciò che è accaduto alla nostra famiglia non si verifichi più. Non date ragione a chi mi dice che tanto la mia è una battaglia persa perché sto lottando contro lo Stato: mio marito ha lavorato per lo Stato e dato la sua vita allo Stato!
Fate si che la Vostra indignazione dei primi giorni dopo l’accaduto non si affievolisca perché ormai il funerale di mio marito è stato celebrato.
Aiutatemi.



(Foto di archivio)
25/4/2007 ore 5:23
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