28/11/2020 ore 11:56
Terni: prima si ubriacano insieme e poi litigano, un 33enne aggredisce con violenza la sua fidanzata colpendola col manico di una scopa: arrestato
Quando sono entrati nella camera matrimoniale del civico 16 di via San Valentino, gli agenti della volante e della squadra mobile della Questura di Terni hanno trovato la donna distesa sul letto, completamente nuda e con il volto sporco di sangue. Tracce di sangue erano sparse anche sul pavimento, sul letto e sulle pareti della stanza. Tutt’intorno frammenti di vetro appartenuti, probabilmente, ad una o più bottiglie. A chiamare la polizia erano stati alcuni vicini attratti dal trambusto che avevano sentito provenire dall’appartamento. All’arrivo degli agenti, personale del 118 era giù sul posto e stava cercando di prestare le prime cure alla donna ferita, nata a Genova nel 1966 ma da tempo residente a Terni. In un angolo c’era il padre di questa il quale raccontava ai poliziotti di essere arrivato in casa della figlia e di averla trovata in quelle condizioni; con lei, stando al racconto del genitore, seduto su di un divano c’era anche il fidanzato, un ternano di 33 anni. Il padre cercava di capire cosa fosse successo e chiedeva spiegazioni ai due i quali, però, non rispondevano alle sue domande e parevano assenti, da qui la decisione di chiamare i soccorsi, che peraltro erano già stati allertati dai vicini. Il fidanzato della figlia, frattanto, spiegava al padre della donna di avere avuto una lite con essa e che prima di litigare si erano scolati insieme una bottiglia di liquore. Accecato dall’alcool l’uomo ha spiegato di avere percosso la donna e di averla colpita anche con il manico di una scopa, che gli agenti hanno poi ritrovato (spezzato) nella attigua cucina. L’uomo confermava la sua versione dei fatti anche ai poliziotti che quindi provvedevano ad arrestarlo. Il 33enne aveva le nocche di entrambe le mani arrossate e piccole abrasioni su alcune dita. La vittima dell’aggressione veniva ricoverata in prognosi riservata presso l’unità di terapia intensiva di neurologia dell’ospedale “Santa Maria”, per trauma cranico ed altre lesioni gravi. L’uomo, invece, veniva associato alle carceri di Vocabolo Sabbione a disposizione dell’autorità Giudiziaria. Gli agenti appuravano anche che la donna già nelle giornate del 13 e del 15 aprile si era presentata al pronto soccorso lamentando lesioni per violenza altrui, ma in entrambe le circostanze si era astenuta dal riferire le generalità del suo aggressore.
19/4/2007 ore 5:56
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