20/11/2019 ore 15:43
Terni: il sindaco Paolo Raffaelli torna sul problema della sicurezza sul lavoro e sottolinea l'importanza che deve avere la prevenzione
All’indomani dello sciopero dei ferrovieri e dell’estremo saluto a Franco Mariani il Sindaco Paolo Raffaelli ha ritenuto opportuno “tornare a ragionare con freddezza sulle questioni di sicurezza e di sviluppo poste dalla tragedia che è costata la vita ad un lavoratore nella stazione di Terni” con la seguente dichiarazione: “Il primo problema riguarda la prevenzione: l’infortunistica non è una questione esclusiva del sottosviluppo, dei subappalti, del lavoro nero. Le dolorose vicende umbre degli ultimi tempi hanno interessato punti alti, o addirittura altissimi, dello sviluppo: a Campello un oleificio, cioè una fabbrica del prodotto umbro di qualità per eccellenza, alla stazione di Terni Mariani è morto mentre operava per la maggiore azienda pubblica di trasporti, Trenitalia Cargo, movimentando materiali per l’approvvigionamento di una delle più grandi multinazionali del continente, la ThyssenKrupp. Questo vuol dire che come Istituzioni, come sistema delle imprese, come mondo del lavoro, come apparati di vigilanza preposti alla sicurezza, abbiamo una responsabilità aggiuntiva e particolarissima: sicurezza e qualità dello sviluppo devono andare di pari passo. Dobbiamo quindi sostenere con grande forza le ragioni espresse ieri dai colleghi di lavoro di Mariani nel corso della manifestazione al binario 1 della stazione della nostra città: Terni continua ad essere lo scalo merci più importante del centro Italia, uno dei 10 o 15 maggiori del Paese, ma con una dotazione infrastrutturale, di risorse umane e di risorse economiche non adeguata. Bisogna accelerare sulla via della realizzazione pratica della piattaforma logistica e bisogna che il sistema ferroviario nazionale sia il principale protagonista attivo di questa essenziale impresa di qualità dello sviluppo locale. Allo stesso tempo non può sfuggire che negli ultimi venti anni il sistema ferroviario ternano, pur rimanendo quantitativamente uno degli snodi più importanti del Paese,ha perso molto in termini di funzioni e di centri decisionali: basti pensare alla graduale delocalizzazione di reparti come quello dei lavori, degli impianti elettrici, del movimento e della gestione appalti. Non è solo una questione ternana, ma è una questione umbra: Terni non è solo di gran lunga la principale porta ferroviaria dell’Umbria ma è anche il luogo di intersezione tra 3 linee ferroviarie e 3 sistemi economici di valenza nazionale quali il polo industriale del nostro territorio, il sistema portuale di Civitavecchia, l’area metropolitana di Roma lungo l’unico asse di comunicazione ferroviaria che collega i due mari nel centro Italia. Tali questioni di sviluppo, congiunte ad una grande mole di interventi degli Enti locali ternani ed umbri a cui non ha corrisposto sin qui un analogo impegno dell’Azienda ferroviaria, è uno dei temi fondamentali del presente. C’è da aggiungere che il raddoppio della tratta ferroviaria Orte-Spoleto, che ha visto fino ad ora concentrati tutti gli sforzi, costituisce un fattore aggiuntivo di un impegno in questa direzione perché renderà il nodo ferroviario di Terni ancor più strategico dal momento che snellirà, oltre ai traffici, anche la connessione con l’altro sistema strategico di Foligno e con le sue Grandi Officine che costituiscono un ulteriore patrimonio fondamentale di tutta la regione. A partire dalla tragedia di Terni, che ci ha tutti colpiti, bisogna rilanciare con forza, come fondamentale questione regionale, questa piattaforma di sicurezza e di sviluppo che i compagni di lavoro di Franco Mariani hanno posto sul tavolo”.


15/4/2007 ore 6:05
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