17/07/2019 ore 14:18
Terni: il sindaco Raffaelli scende in campo per spiegare "una volta per tutte" come sta la questione dei "presunti" campi nomadi
Sulla questione dei campi nomadi, che secondo qualcuno dovrebbero essere presto realizzati a Terni, il sindaco Paolo Raffaelli risponderà con una lettera personale, a nome della Giunta municipale ha deciso di fare chiarezza una volta per tutte. Raffaelli invierà a ciascun firmatario delle petizioni contro i cosiddetti campi nomadi la delibera della Giunta municipale contenente l’atto di indirizzo che esclude categoricamente ogni ipotesi di costituzione di campi nomadi attrezzati e che richiama gli articolati di legge a cui il Comune si atterrà per fronteggiare una necessità di accoglienza che a Terni riguarda storicamente qualche decina di persone. “Ho deciso di ricorrere per la prima volta a questa forma diretta di risposta epistolare personale ai firmatari delle petizioni, sia quella degli abitanti di Casali di Papigno sia quella derivante dall’iniziativa di propaganda politica dell’Udc - commenta Raffaelli - per spezzare definitivamente una campagna di strumentalizzazione irresponsabile e diffamatoria che può danneggiare in maniera grave l’immagine di una città sicura ed accogliente come Terni. In modo particolare intendo smentire la più vile ed insopportabile delle falsità fatte circolare in questi giorni, quella cioè che insinua il progetto di spostare programmaticamente da altre città a Terni nuclei di nomadi. Questa è una bugia propagandistica fondata sul nulla: rom e zingari a Terni sono da sempre un numero ridottissimo di non più di 20 o 30 in media all’anno e non hanno mai costituito un’emergenza. A fronte di questa presenza fisiologica, il Comune intende continuare ad adottare le politiche che hanno funzionato fin qui. Pericolosissimo invece è l’uso di argomenti che sconfinano nell’odio per il diverso, come quelli che recentemente alcune isolate frange dell’opposizione hanno agitato a fini di strumentalizzazione politica. Voglio ringraziare pubblicamente, in conclusione, chi in questi giorni, spesso in modo isolato, ha lavorato con responsabilità affinché il confronto rimanesse dentro un quadro di discussione civile: penso in modo particolare agli equilibrati interventi del Direttore del Centro Studi “Franco Maria Malfatti” Dario Stentella, di Francesco Pullia per il Circolo radicale “Ernesto Rossi” e dell’avvocato Nicola Molè sull’ultimo numero del settimanale “La voce”. L’iniziativa epistolare che assumerò nei confronti dei concittadini firmatari della petizione vuole spingere a riportare il dibattito sul piano del confronto civile, abbandonando quello della strumentalizzazione politica di tipo sciovinista e razzista”.



11/4/2007 ore 5:47
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