19/10/2019 ore 20:04
Terni: da Enrico Melasecche (Udc) la denuncia riguardante "la realizzazione di impianti ad alto impatto ambientale in Valnerina"
“Il Corpo Forestale dello Stato avrebbe rinvenuto all’interno dell’area di pertinenza della Comunità montana ‘Valle del Nera e Monte San Pancrazio’ alcuni interventi edilizi senza permesso di costruire, scoprendo manufatti realizzati in difformità a quanto previsto: da serre agricole, a deposito di biomasse”. Nasce da qui un’interrogazione urgente prodotta dal consigliere Enrico Melasecche (Udc). “Un fatto che si commenta da sé – spiega - e che, conformemente alle leggi vigenti, comporta sanzioni nei confronti di chi ha prodotto l’istanza, cioè la Comunità Montana”. Il vice presidente del Consiglio regionale ricorda che “da mesi denunciamo una situazione di estrema gravità che consiste nella realizzazione di impianti ad alto impatto ambientale nel Parco Fluviale del Nera, classificato anche Zona di protezione speciale (Zps) e, dunque, protetta a livello europeo”. “Il Comune di Arrone, - aggiunge - facendo seguito ad una mia interrogazione di alcuni mesi fa, sostenne in maniera poco convincente l’impossibilità di insediare altrove gli impianti, non essendoci più disponibilità di lotti industriali. E’ stato dunque consentito alla Comunità montana di insediare strutture così impattanti proprio in una zona di alto livello ambientale, laddove fino a due anni fa c’era un vivaio. Nessun privato avrebbe mai ottenuto una deroga del genere”. L’interrogazione dell’esponente della minoranza prende quindi spunto dal fatto che “il Centro servizi per la promozione e valorizzazione delle risorse agroforestali è gestito, oltre che dalla Comunità Montana, da un consorzio di Comuni. Alla Giunta regionale chiedo, quindi, se detti Enti erano consapevoli di quanto stava accadendo, in quanto, è anche un problema di responsabilità politica. Le istituzioni sono le prime a dover vigilare sul rispetto delle normative vigenti e su questo non si può transigere”. Secondo Melasecche “ a causa del pregiato contesto ambientale, per tali impianti occorreva eventualmente individuare siti alternativi. E’ particolarmente grave che la Regione abbia espresso pareri favorevoli. La Corte europea di Giustizia, - fa sapere -con la sentenza dello scorso gennaio, riferendosi alle Zps, impone di ‘adottare misure di salvaguardia idonee a tutelare il preminente interesse ecologico rivestito da detti siti a livello nazionale”. Il vice presidente del Consiglio regionale conclude, evidenziando che “da mesi sto sollecitando le istituzioni locali e
regionali a vigilare, specie nel momento in cui ci si candida ad essere
riconosciuti patrimonio mondiale Unesco. Soprattutto, - aggiunge - mi chiedo perché il Comune di Arrone, avendo ad un passo la cascata più alta d’Europa, non punta su iniziative utili a catturare i turisti, sviluppando un’economia su cui potrebbe reggersi per i prossimi decenni, anziché perdersi in progetti che hanno poco o nulla a che fare con le peculiarità >del territorio?”.
7/4/2007 ore 4:56
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