13/10/2019 ore 21:58
La Regione ha varato un decreto che stabilisce le linee guida riguardanti la prevenzione ed il controllo sulla diffusione della "zanzara tigre"
Per il quarto anno consecutivo, ma in anticipo rispetto al consueto per via delle miti temperature dell’inverno, la Regione Umbria (con un decreto della presidente della Giunta) ha stabilito una serie di “linee-guida” per la prevenzione e il controllo della diffusione della “zanzara tigre”, l’insetto di origine asiatica che, pur in modo limitato, è presente anche in Umbria durante la stagione calda. All’attività di prevenzione, che avrà inizio il primo maggio per concludersi il 30 ottobre, sono obbligati tutti i cittadini, ma anche coloro che per fini commerciali e ad altro titolo detengono, anche temporaneamente, pneumatici e copertoni usati o gestiscono attività di rottamazione delle auto.
Poche ed elementari le norme da seguire: non abbandonare oggetti e contenitori che possano raccogliere acqua piovana (copertoni, lattine, bottiglie, catini e simili); svuotare, in cortili e terrazzi, i contenitori di qualsiasi uso e dimensione (taniche, sottovasi e altro) in cui si possa accumulare acqua; chiudere con teli di plastica, reti zanzariere e coperture rigide che impediscano il ristagno d’acqua le vasche di cemento, i bidoni e i fusti per l’irrigazione degli orti; pulire e trattare i tombini per la raccolta d’acqua piovana nei giardini e nei cortili con prodotti idonei, a basso impatto ambientale, facilmente reperibili in farmacia e nei negozi specializzati in agricoltura e giardinaggio. Altri sono gli adempimenti per chi commercia ed è in possesso di copertoni e pneumatici, o per chi svolge attività di rottamazione di auto: i primi, quando non possono tenere al coperto il materiale, sono tenuti alla disinfestazione ogni 15 giorni (se utilizzano prodotti piretroidi) oppure ogni 20 giorni (nel caso di impiego di prodotti larvicidi); i secondi sono obbligati a disinfestare mensilmente le aree interessate con prodotti insetticidi piretroidi attraverso appositi nebulizzatori. Nell’uno e nell’altro caso, occorre comunicare la sostanza utilizzata, la data e l’ora del trattamento al Dipartimento di Prevenzione di una delle quattro Aziende sanitarie dell’Umbria.
Nelle aree di proprietà privata dove si presentino focolai di “zanzara tigre”, comunque, il proprietario e l’esercente devono provvedere immediatamente, a propria cura, ad interventi di disinfestazione, anche ricorrendo a ditte autorizzate. Se ciò non avviene, sarà la “Asl” competente per territorio ad interessarsene, ma con spese a carico degli inadempienti. L’attività di vigilanza e controllo, oltre che alle “Asl”, è demandata a tutti gli agenti della forza pubblica e alle amministrazioni interessate.
La “zanzara tigre”, leggermente più piccola della zanzara comune, ma riconoscibile per il colore nero, la presenza di anelli bianchi sulle zampe e una linea longitudinale bianca sul dorso, è arrivata in Italia intorno agli anni ’90 attraverso il commercio di pneumatici usati dal sud degli Stati Uniti. È un insetto molto aggressivo che punge soprattutto di giorno e all’aperto, in particolare alle parti basse delle gambe, causando bolle e gonfiori pruriginosi, spesso dolorosi. Contrariamente alle altre specie di zanzara, le sue uova sono deposte a secco (non nell’acqua, ma sui bordi interni dei recipienti) e si schiudono solo quando sommerse completamente dall’acqua; da quel momento le larve, in 5–6 giorni, compiono il loro ciclo biologico e si trasformano in insetti adulti pronti a molestare. Le uova depositate in autunno sono in grado di sopravvivere alla stagione invernale e si schiudono, se coperte dall’acqua, a partire dalla successiva primavera, dando origine alla prima generazione larvale. L’Istituto superiore di Sanità conferma che attualmente tutte le popolazioni di “Aedes albopictus” (questo il nome latino dell’insetto) presenti sul territorio nazionale sono conosciute e tenute sotto controllo, anche perché gli spostamenti in volo degli adulti alati sono estremamente ridotti. Lo sviluppo della “zanzara tigre” è costantemente monitorato dai presìdi sanitari, perché tale specie è un potenziale vettore di diverse patologie (encefaliti, febbre gialla e febbre “dengue”), endemiche in alcune regioni del Mediterraneo e nei Tropici. Cosa fare se si viene punti da una zanzara tigre? Lavare e disinfettare la parte colpita, fare impacchi con ghiaccio oppure applicare una crema al cortisone.
30/3/2007 ore 11:33
Torna su