19/07/2019 ore 04:33
Il Centro Multimediale di Terni inserito in un percorso di razionalizzazione delle società regionali
“La Regione ha proposto agli enti locali un percorso di razionalizzazione, in osservanza dell’articolo 13 del decreto Bersani, di tutte le società regionali, che vuole seguire una logica unitaria con l’eliminazione delle duplicazioni. L’obiettivo è arrivare a un soggetto unico per la gestione delle reti telematiche, per l’informatica e per i servizi applicativi. In questo ambito si colloca la funzione del Centro multimediale di Terni che già oggi per il 90% della sua attività si occupa di servizi applicativi, lo sforzo è di arrivare a un polo regionale. E in generale a tre società specifiche con competenze specifiche”. Così l’assessore regionale al Bilancio Vincenzo Riommi ha risposto all’interrogazione di question time presentata dal consigliere di An Alfredo De Sio il quale ha puntato l’attenzione sulla “annosa situazione debitoria del Centro multimediale (partecipato dalla Regione con il 4 per cento) che ha di fatto depauperato la missione strategica per la quale fu realizzato, riducendosi a svolgere compiti minimali come la gestione delle multe e o dei varchi elettronici”. L’esponente di opposizione nel presentare l’interrogazione ha sottolineato la preoccupazione per il futuro di una struttura che non è in grado di competere e di assolvere le funzioni per cui era stata istituita, diventando una scatola vuota con moltissimi debiti”. Riommi ha aggiunto che “è stato avviato un confronto con l’altro socio, il Comune di Terni, che detiene il 96 per cento delle quote, proprio nell’ambito della razionalizzazione. Oggi la gestione finanziaria annuale è in pareggio, di fatto il centro si porta dietro debiti del passato extracorsi per il personale e per il progetto di allocazione di attività su altri soggetti”. In replica, il consigliere De Sio ha affermato che “la preoccupazione resta tutto rispetto alla struttura attuale del Centro multimediale, l’auspicio di fronte agli obiettivi elencati dall’assessore Riommi è che non si percorra la strada delle consulenze esterne, ma si tenga conto delle professionalità esistenti. L’altro aspetto riguarda un monitoraggio continuo con il decreto Bersani e ipotizzare ad esempio l’estensione della gestione di alcuni servizi sanitari a società regionali”.
3/4/2007 ore 11:42
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