17/02/2020 ore 17:31
Traffico di armi e droga, arresti in tutta Italia molti dei quali nella nostra provincia, l'operazione condotta dai carabinieri di Terni
Sedici arresti in tutta Italia per un traffico di droga e di armi. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Terni, coadiuvati dai Carabinieri delle province di Massa, La Spezia, Piacenza, Parma, Lucca e Caserta, hanno dato esecuzione a 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere, per reati di associazione per delinquere dedita alla cessione di sostanza stupefacente, detenzione ai fini di spaccio e commercio illecito internazionale di armi. Le ordinanze sono state emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Perugia Claudia Matteini su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia Dario Razzi, che ritenevano fondati gli elementi raccolti dai carabinieri di Terni durante una complessa ed articolata attività investigativa estesa anche all’estero grazie alla collaborazione della polizia locale. L'indagine trae origine, nell’ottobre del 2003, dall’arresto eseguito dallo stesso reparto dei carabinieri, di C. C. un operaio di Terni di 33 anni, trovato in possesso di 11,5 kg. di hashish occultato all’interno della propria autovettura. Lo sviluppo dell’attività di Polizia Giudiziaria ha permesso di scoprire che il rilevante quantitativo di hashish era destinato ad una organizzazione, dislocata a Terni, composta da dieci persone (tra cui una donna) che aveva come fine la cessione delle sostanze stupefacenti. Emergevano in particolare, quali promotori e dirigenti, tre uomini ternani: R. R. di 36 anni, rappresentante, C. M. di 37 anni, impiegato delle Poste e M. C. di anni 35, rappresentante, i primi due si occupavano anche dell’approvvigionamento di stupefacente ed il terzo forniva inoltre il proprio podere quale base logistica dove occultare la droga. I medesimi provvedevano poi ad inoltrarla, per la distribuzione al dettaglio, a: M. P. una donna di 35 anni, addestratrice di cani, M. M. di 29 anni, senza occupazione, F.B. di 27 anni, operaio, S. M. di 40 anni, imprenditore, A.N. di 32 anni, operaio e G. S. di 38 anni, senza occupazione. Il sodalizio riusciva ad immettere sul mercato ternano ingenti quantitativi di hashish e marijuana coprendo la quasi totalità della domanda. Tra i soggetti collegati all’associazione emergono: un uomo di 42 anni di Melito (Na), principale fornitore della sostanza stupefacente destinata all’organizzazione (provenivano da lui gli 11,5 Kg. sequestrati all’inizio dell’indagine), al quale è stato notificato il provvedimento cautelare presso il Carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove si trova ristretto per altri reati della stessa indole; una coppia di ternani quarantenni, imprenditori, che fornendosi di Marijuana dal precedente gruppo, la cedevano ai consumatori finali. Tra gli arrestati per reati inerenti le sostanze stupefacenti quattro sono incensurati, mentre tutti gli altri sono già gravati da precedenti penali specifici o per uso personale di droga. Nella prosecuzione dell’attività investigativa, nei primi mesi del 2006, emergeva altresì che uno dei componenti della predetta associazione (S.Q. ternano di 38 anni) faceva parte, con altri quattro uomini italiani: M. E. di 55 anni di Massarosa (Lu), proprietario immobiliare e commerciante, B. M. di 39 anni, di Aulla (Ms), commerciante di articoli militari, R. S. di 63 anni, imprenditore agricolo, di una rete dedita al commercio illecito internazionale di armi da guerra. Il gruppo poneva in essere trattative con una ditta produttrice cinese, attraverso un’azienda import - export del medesimo stato, nonché con gli organi governativi libici quali acquirenti finali, in relazione ad una commessa di armi da guerra per 500.000 mitragliatori tipo AK-47 Kalashmikov, calibro 7.62 mm., nonché di 10 milioni di munizioni per gli stessi (valore 50.000.000 di euro circa), senza essere iscritti al Registro Nazionale delle Imprese autorizzate presso il Ministero della Difesa e senza avere da quest’ultimo alcuna autorizzazione alle trattative. La mediazione con fornitore ed acquirente avveniva formalmente tramite un società maltese, di cui uno degli arrestati risulta General Manager. I medesimi facevano inoltre pervenire a funzionari militari della Libia campioni delle armi e delle munizioni (sei mitragliatori tipo Kalashmikov e 18 caricatori di produzione cinese), oggetto della futura commessa, definendo la ripartizione dei profitti derivanti dall’intermediazione con funzionari pubblici cinesi e libici, nonché il relativo compenso corruttivo. Nella parte finale dell’attività investigativa affioravano analoghe trattative poste in essere dai medesimi per un’altra
commessa di complessivi 105.000 fucili tipo Kalashmikov di fabbricazione russa, mediante un intermediario bulgaro e con un sedicente rappresentante del governo irakeno quale acquirente.
13/2/2007 ore 5:25
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