24/02/2020 ore 02:44
Terni: il Vescovo Vincenzo Paglia benedice le 200 coppie di fidanzati arrivati da ogni parte d'Italia per partecipare alla "Festa della promessa"
Si è ripetuta anche quest'anno presso la basilica di San Valentino la "Festa della Promessa" che ha visto la partecipazione di duecento coppie di difidanzati arrivati da molte città italiane. Di seguito pubblichiamo l'omelia del vescovo monsignor Vincenzo Paglia.
Care sorelle e cari fratelli, e cari fidanzati che siete venuti a San Valentino per chiedere la benedizione per il vostro amore. Avete fatto bene a venire per celebrare la “Festa della promessa”. E’ una festa bella e significativa. E Gesù stesso vi accoglie, ci accoglie, tra quella folla radunatasi attorno a lui per ascoltarlo. Tutti avevano bisogno di trovare l’amore o comunque di essere amati. E lo avevano trovato in quell’uomo buono, generoso, che non si stancava di aiutare tutti. E Gesù continua ancora oggi ad aiutarci a trovare l’amore. Ancora una volta, con il Vangelo delle Beatitudini, Gesù ci indica la via dell’amore e quindi della felicità. Le beatitudini, infatti, non sono una serie di precetti da osservare, ma il modo di amare e di gustare una vita piena e felice. Valentino, tanti secoli fa, ascoltò anche lui queste parole e cercò di metterle in pratica. Egli comprese che la felicità consisteva nell’amare come Gesù amava. Sì, Gesù è il maestro dell’amore. Valentino divenne suo discepolo e imparò ad amare. Divenuto vescovo di Terni, infatti, iniziò a spendere la sua vita per gli altri, aiutava i poveri, guariva i malati e cercava di creare un clima di amore tra tutti. Vorrei ricordare un episodio che riguarda più da vicino voi fidanzati. Si racconta che due giovani di Terni si erano innamorati e volevano sposarsi. Il giovane, un militare dell’esercito romano di servizio in città, era però pagano, mentre la giovane di Terni era cristiana. Le difficoltà che questi due giovani si trovavano di fronte per sposarsi erano davvero grandi. Ma Valentino, vista la sincerità di quell’amore, aiutò i due giovani a superarle e li accompagnò sino al matrimonio. Il giovane infatti chiese il battesimo e quindi poterono celebrare il matrimonio. Saputo questo, molti altri giovani cercarono Valentino per essere aiutati nel loro cammino di amore, e la tradizione lo ha scelto come il protettore degli innamorati. Sì, normalmente viene chiamato così, sebbene ben più vasto è il senso dell’amore che San Valentino ha vissuto. Ma quel che va sottolineato, cari amici fidanzati, è che l’amore di Valentino non è un sentimento sdolcinato; il suo amore nasce dal Vangelo, da quelle parole che anche noi questa mattina abbiamo ascoltato. Potremmo dire quindi che San Valentino ci insegna il Vangelo dell’amore, ossia cosa vuol dire amare e come amare.
Voi, cari amici fidanzati, siete venuti per chiedere a San Valentino di benedire la vostra promessa di amore. Sentite un legame forte che vi lega l’uno l’altro. E volete che questo legame duri per sempre. Non vi siete ancora sposati e già volete che la vostra unione non termini mai. Avete intuito bene, perché questo è scritto nel profondo del cuore: l’amore è forte e lega per sempre. Purtroppo molti pensano che l’amore sia una cosa passeggera. La frequenza delle liti e delle rotture fa pensare che l’amore durevole sia impossibile. La vostra presenza qui sta a dire il contrario: voi volete che l’amore duri, che le difficoltà che certamente ci saranno non lo travolgano. Sì, voi intuite che l’amore è tale se è per sempre, se è eterno. Sì, care sorelle e cari fratelli, l’amore che noi vogliamo, l’amore che ci fa vivere, l’amore che il Signore ci dona è per sempre. Lo possiamo paragonare a quell’albero di cui parla Geremia: “E’ come un albero piantato lungo l’acqua, verso la corrente stende le sue radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell’anno della siccità non intristisce, non smette di produrre i suoi frutti”(Gr 17, 8). Ma questo è possibile solo se non confidiamo in noi stessi, solo se non siamo schiavi dei nostri istinti. Ecco perché per amare dobbiamo volgere lo sguardo verso Dio, sorgente dell’amore. Oggi, e in ogni giorno, dobbiamo chiedere a Dio: “Signore, insegnaci ad amare!”. E’ una preghiera che non dobbiamo mai dimenticare: “Signore, insegnaci ad amare!”. E’ una preghiera necessaria sempre, ma soprattutto oggi. Sì, oggi non è facile amare. Abbiamo davanti a noi tanti falsi maestri d’amore che in realtà insegnano a pensare a se stessi, a vivere solo per se stessi. Ecco perché è facile fare la guerra, è facile gli affari propri, è facile offendere, è facile odiare, è facile tradire, è facile farsi del male. E tutti sembriamo diventati alunni della grande scuola dell’egoismo. Ma l’amore vero, e soprattutto l’amore che viene da Dio è l’esatto contrario dell’egocentrismo. L’amore è una lingua tutta diversa da quella che si parla normalmente. L’amore è tenerezza per chi ci sta accanto, è passione per rendere il mondo più bello, è compassione per i più poveri e i più deboli, è alleanza per rendere il mondo più giusto e più pacifico, è impegno a non deturpare neppure l’ambiente. E questo è un amore forte, robusto, e rende bella la vita intera. E’ un amore che illumina le nostre giornate anche nei momenti più difficili perché è capace anche di sopportare, di pazientare, di perdonare, di superare ostacoli che sembrano insuperabili. E’ un amore che si apprende giorno dopo giorno. Sì, ogni giorno dobbiamo imparare ad amare. E sappiamo anche dove apprendere questa lingua: dal Vangelo. Sì, il Vangelo è il libro dell’amore. E oggi, cari fidanzati, voglio donarvi un piccolo libro, le lettere che alcuni apostoli scrissero alle comunità cristiane del primi tempi. Le ho commentate brano dopo brano perché ve ne possiate nutrire. Il titolo “Amatevi gli uni gli altri” vi mostra già il contenuto. Sono certo che queste parole vi accompagneranno e vi aiuteranno a crescere nell’amore.
E permettetemi alla fine di rivolgervi alcune parole che il Papa Benedetto ha rivolto ai giovani italiani in preparazione all’incontro delle giornate mondiali della gioventù. C’è un paragrafo che vi riguarda direttamente. Scrive il Papa: “Dio ha un progetto di amore sul vostro futuro di coppia e di famiglia ed è quindi essenziale che voi lo scopriate con l’aiuto della Chiesa, liberi dal pregiudizio diffuso che il cristianesimo, con i suoi comandamenti e i suoi divieti, ponga ostacoli alla gioia dell’amore ed impedisca in particolare di gustare pienamente quella felicità che l’uomo e la donna cercano nel loro reciproco amore. L’amore dell’uomo e della donna è all’origine della famiglia umana e la coppia formata da un uomo e da una donna ha il suo fondamento nel disegno originario di Dio (cfr Gn 2,18-25). Imparare ad amarsi come coppia è un cammino meraviglioso, che tuttavia richiede un tirocinio impegnativo”. Cari fidanzati, San Valentino vi sta accanto ed egli stesso vi presenta al Signore perché il vostro amore sia benedetto. E voi ogni giorno pregate e dite al Signore: “Insegnaci ad amare, come amavi tu”.
11/2/2007 ore 18:29
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