10/07/2020 ore 09:01
Sagre: accertamenti in tutti i comuni dell'Umbria per verificare se sono stati elaborati i regolamenti sulla somministrazione di cibi e bevande
Un accertamento in tutti i Comuni dell’Umbria per verificare se sono stati elaborati i regolamenti per il rilascio delle autorizzazioni amministrative alla somministrazione di cibi e bevande in occasione delle sagre. E’ quanto ha deciso la quarta commissione consiliare, presieduta da Raffaele Nevi (Forza Italia), dopo aver ascoltato l’assessore regionale all’economia Mario Giovannetti e il dirigente del servizio commercio Enzo Santucci. In apertura dei lavori, il presidente Nevi ha spiegato che, in seguito alle sollecitazioni della Confcommercio, la commissione di vigilanza e controllo ha deciso di effettuare un approfondimento sull’applicazione della legge regionale che disciplina il settore delle sagre (“46/1998”). In sostanza la Confcommercio ha denunciato due aspetti: il primo riguarda “l’eccesso di sagre che ne svilisce il valore e turba il legittimo equilibrio delle attività economiche ristorative”, il secondo è relativo alla non attuazione della legge in molti Comuni “che non hanno mai definito la disciplina comunale per il rilascio delle autorizzazioni finalizzate alla somministrazione di alimenti e bevande, né definito in maniera chiara il grado di tipicità dei prodotti in rapporto al territorio”. L’assessore Giovannetti ha spiegato che “più che coinvolgere i Comuni nelle indicazioni e nelle scelte e invitarli all’osservanza della legge non possiamo fare. Non possiamo prevedere sanzioni in caso di inapplicabilità”. Poi l’assessore ha voluto sottolineare l’importanza delle sagre “che per storia e per tradizione sono un punto forte di raccordo con il territorio; il paese si identifica con l’evento, lavora per la riuscita della manifestazione”. Santucci ha premesso che “l’intervento pubblico non può disciplinare oltre una certa misura un evento spontaneo dei cittadini. Si tratta di una materia che appartiene molto all'autoregolamentazione. A proposito delle critiche della Confcommercio non si registra un disequilibrio tra le sagre e le attività di ristorazione perché le prime hanno modificato le abitudini dei consumatori, introducendo e favorendo l’abitudine al pasto fuori casa come momento di socializzazione. Un fattore di crescita culturale che facendo leva sull’enogastronomia localistica del prodotto tipico ha sviluppato la competitività. Parecchi i piatti tipici riscoperti grazie alle sagre, alcune sono antiche di 25-30 anni. In moltissime località non esiste il conflitto perché sono gli stessi ristoratori a partecipare alle sagre, anzi quest’ultime hanno aumentato il sistema della ristorazione”. In merito al secondo punto, Santucci ha sostenuto che “non è tipico tutto ciò che è antico, bensì ciò che caratterizza un segmento di territorio. Per esempio la sagra del pesce di mare è stata ideata in seguito a un gemellaggio con una città marina; Comunque non si tratta di un fenomeno disordinato, deleterio, ma fondamentale per la vita di molte comunità. In riferimento alla documentazione di bilancio e alla destinazione degli utili, l’ente organizzatore destina i guadagni in opere utili per la collettività. E sulla durata delle sagre, la legge del 1998 stabilisce il periodo massimo di 10 giorni. Non abbiamo un calendario regionale delle manifestazioni; l’Unpli, (Unione nazionale delle Pro loco) che ne ha stimate 300 in Umbria, sta studiando un prezzario per evitare disparità di trattamento e impedire che i menù si lancino verso l’alto”. Per il consigliere regionale di Forza Italia Massimo Mantovani “le sagre vanno salvaguardate perché sono un momento di aggregazione per chi le organizza e per i partecipanti e rappresentano una forma di autofinanziamento per le proprie attività. A risentirne non sono tanto i ristoratori quanto i negozi di alimentari. Esiste due problemi, uno di sovrapposizione di date e l’altro di controlli sui requisiti igienico-sanitari che sono elastici da Asl ad Asl”. “Le sagre sono una ricchezza per il territorio e passi avanti sono stati compiuti in materia di sicurezza e di controlli sui cibi e bevande” è quanto ha detto il consigliere regionale Giancarlo Cintioli (Ds) che ha ribadito “l’importanza delle sagre organizzate anche nei piccoli centri della regione perché rappresentano iniziative fondamentali di aggregazione sociale”. Alla riunione della commissione hanno partecipato anche i consiglieri Pavilio Lupini di Rifondazione comunista ed Enzo Ronca dei Ds.
(Foto di archivio)
9/2/2007 ore 11:35
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