18/01/2020 ore 15:07
Grande successo del convegno “Porte aperte alla ricerca: cellule staminali – Confronto tra il mondo scientifico e il mondo istituzionale”
Terni si candida ad un salto di qualità: da città universitaria ormai pienamente compiuta a città della ricerca di base e applicata, per consolidare modelli di sviluppo alternativi e progettare nuove frontiere di evoluzione della sua economia e dei suoi servizi. E’ questo il quadro delineato dagli interventi delle istituzioni locali ternane e nazionali, che hanno preso parte stamattina a Palazzo Gazzoli al convegno “Porte aperte alla ricerca: cellule staminali – Confronto tra il mondo scientifico e il mondo istituzionale”, organizzato dall’Associazione culturale per Terni Città Universitaria e che ha visto la partecipazione di centinaia di persone: docenti universitari, medici e ricercatori, studenti del Polo scientifico e didattico ternano, personalità del mondo politico e della ricerca. E’ stato il sindaco di Terni Paolo Raffaelli, che ha aperto i lavori, a richiamare questo obiettivo che ha auspicato univoco da parte di tutte le forze della città. “Terni è una città a volte incline all’autolesionismo e alla divisione – ha detto – ma credo che stavolta non si possa tornare indietro. La stessa scelta del rettore Bistoni di impegnarsi direttamente nel consiglio di amministrazione del Consorzio universitario ternano, testimonia la volontà dell’Università di Perugia di assecondare questo processo. E’ ineludibile l’obiettivo di fare squadra, di mettere a sistema i centri di ricerca e le eccellenze universitarie per captare quelle risorse che, rispetto al passato, è sempre più difficile riuscire a intercettare”. Il sindaco Raffaelli ha anche risposto affermativamente allo stimolo partito dal segretario generale dell’Associazione per Terni Città Universitaria, Ciano Ricci Feliziani, di costituire una cabina di regia” per coordinare le politiche e i finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo accademico. “Ritengo che il Consorzio universitario possa essere il luogo ideale per questa sintesi – ha concluso – a patto che su queste tematiche si sviluppi quella coesione cittadina indispensabile per realizzare progetti competitivi nell’ambito del VII Programma Quadro sulla ricerca dell’Unione europea”. Il magnifico rettore dell’Università di Perugia, Francesco Bistoni, ha sottolineato come quello dell’evoluzione del modello di sviluppo della città, da polo universitario a polo della ricerca, sia un obiettivo ambizioso e al contempo difficile da perseguire. “Non per questo – ha specificato – la sfida non va raccolta. Come ateneo di Perugia siamo pronti a partecipare a questo processo, a patto che – senza infingimenti e senza equivoci – ci si sieda ad un tavolo e si apra un confronto sugli strumenti, le metodologie e i finanziamenti per raggiungere questo obiettivo. Perché questa evoluzione arriva in una fase in cui lo sviluppo universitario dev’essere ancora pienamente compiuto, il governo sta rivedendo le politiche di decentramento universitario ed è necessario reperire finanziamenti qualificati per progettare interventi futuri. Ma è una sfida che, rispetto a quando iniziò l’avventura del decentramento universitario e a convegni partecipavano 50 persone e non 500 come oggi, può essere vinta”. Il vescovo diocesano, monsignor Vincenzo Paglia, tra i principali animatori della Fondazione sulle cellule staminali, ha invece sottolineato l’alto valore scientifico dell’iniziativa. Ed ha annunciato importanti novità delle ricerche effettuate a Terni. “Entro poche settimane il professor Angelo Vescovi, direttore scientifico della struttura ternana, presenterà le prime immagini delle cellule staminali adulte prodotte da coltura in vitro nei nostri laboratori. Si tratta di una grande opportunità per quei malati che aspettano risposte dalle frontiere più avanzate della ricerca. Per noi, infatti, è importante corrispondere alle aspettative di cura e terapia di tanti pazienti ai quali non interessano le polemiche e le divisioni ideologiche, ma che vogliono una speranza di guarigione da malattie altamente invalidanti, come la sclerosi, le malattie neurogenerative, quelle dell’apparato oculare, quelle cardiache. Puntando sulle staminali adulte abbiamo fatto convergere tutte le forze istituzionali del territorio, coinvolto l’Istituto superiore della sanità e realizzato una struttura che è ormai prossima al decollo”. Durante il convegno sono intervenuti il professor Enrico Garaci, presidnete dell’Istituto superiore di sanità e della Fondazione sulle Cellule staminali di Terni, il professor Carlo Alberto Redi, direttore dell’IRCCS di Pavia, che ha tenuto la lezione magistrale su “La prospettiva scientifica nel dibattito sulle cellule staminali”, i professori Angelo Vescovi e Andrea Crisanti, che operano nelle strutture di ricerca di Terni e che hanno presentato i propri studi, rispettivamente sulla ricostruzione di tessuti nervosi e sulla ricerca di un vaccino per la malaria. I lavori sono stati conclusi dal senatore Ignazio Marino, presidente della Commissione Sanità di Palazzo Madama, che ha sottolineato come le cellule staminali rappresentino, anche per l’Italia, il valore aggiunto in termini di competizione con gli altri paesi europei, per intercettare i finanziamenti sulla ricerca dell’Unione europea.



4/2/2007 ore 14:50
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