06/08/2020 ore 15:57
Terni: bimbo di tre mesi si sente male, i genitori lo portano in ospedale ma quando arrivano al pronto soccorso il piccolo era già morto
Si sono presentati al pronto soccorso dell’ospedale con il loro bimbo di tre mesi che stava malissimo, ma quando sono arrivati i medici di turno hanno dovuto constatare che quella povera creatura non dava più segni di vita. La drammatica avventura è capitata a una coppia di giovani filippini che da cinque anni vive a Terni, entrambi lavorano e sono in regola con il permesso di soggiorno. Il 17 ottobre dello scorso anno, al “Santa Maria”, era nato il loro bambino che però ha manifestato subito dei problemi di salute. I medici, infatti gli avevano diagnosticato delle patologie respiratorie dovute forse al fatto che il piccolo era nato prematuramente. A gennaio il bambino era stato ricoverato per alcuni giorni all’ospedale del “Bambin Gesù” a Roma. Ieri notte, intorno alle 2 il piccolo si è sentito male ed i genitori lo hanno immediatamente portato all’ospedale dove però è giunto cadavere. I medici hanno avvisato i carabinieri e poco dopo una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile è giunta al “Santa Maria”. Dai primi rilievi effettuati la morte sarebbe da attribuire a cause naturali, a seguito di complicanze respiratorie. Il magistrato di turno ha però disposto ugualmente l’autopsia per appurare l’esatto motivo del decesso. Gli atti sono giunti in Procura ma la spiegazione potrebbe stare già nella breve storia di vita di questo bimbo. Il piccolo era è nato prematuro ed era stato sottoposto a terapia intensiva, assistito con la ventilazione ventiquattro ore su ventiquattro. Una volta superato il momento più critico, ormai fuori pericolo, il piccolo era stato affidato alle normali cure mediche fino alla dimissione dalla struttura ospedaliera. I genitori del bambino abitano a Terni dopo essere giunti in Italia cinque anni fa, sono in possesso di regolare permesso di soggiorno e sarebbero bene inseriti in società. Il padre ha 31 anni e fa l’operaio, la madre, 30 anni, si occupa di lavori domestici. In ospedale descrivono la coppia di filippini come persone molto amorevoli, una normale famiglia di giovani genitori. Ma, come spesso accade in questi casi, un bimbo nato prematuro resta a rischio almeno nel suo primo anno di vita. In ospedale il personale sanitario del reparto di pediatria ricorda che, il bimbo filippino era stato accompagnato a Roma anche per effettuare un delicato intervento chirurgico alla retina. Stando quindi ad alcune testimonianze la salute del piccolo sarebbe rimasta decisamente cagionevole. Secondo gli esperti, la sua morte potrebbe rientrare nella casistica delle cosiddette “morti bianche” definite anche “morti improvvise in culla”. Il piccolo, però, era già sofferente, aveva problemi respiratori ed era in cura. I genitori, l’altra notte, sentivano che piangeva in maniera convulsa, poi lo hanno visto diventare cianotico e sono corsi all’ospedale, purtroppo, inutilmente. Sarà l’esame autoptico a sciogliere ogni dubbio.
4/2/2007 ore 6:10
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