13/07/2020 ore 22:03
Affitti in nero: secondo Stefano Vinti (Prc) la colpa è dei proprietari della case che si approfittano maggiormente di studenti ed extracomunitari
“Se in Umbria è emersa la dimensione, davvero, insopportabile del fenomeno degli affitti in nero, si deve alla forte azione di contrasto avviata dal Governo Prodi per combattere l’evasione fiscale”. E’ questo il pensiero di Stefano Vinti (Prc-Se) in merito agli “affitti in nero” scoperti in Umbria. “Si tratta di una piaga, - sottolinea - che da tempo abbiamo denunciato e che colpisce in modo particolare gli studenti universitari fuori sede, ai quali vengono imposte condizioni capestro per ottenere in affitto anche un semplice posto letto in un appartamento da condividere con numerosi altri loro colleghi. Ma sicuramente analoga prepotenza viene esercitata, da parte di tanti proprietari senza scrupolo, nei confronti di altre categorie di cittadini provvisti di un potere di contrattazione ancora minore, come ad esempio i lavoratori immigrati”. In merito a quest’ultimo aspetto, Vinti evidenzia che “non abbiamo numeri che possano confortare questa nostra impressione ed auspichiamo l’avvio di un’analoga attività di controllo anche al riguardo. Ci preoccupano, comunque, le recentissime notizie di stampa riguardanti altre realtà italiane, dove si è addirittura arrivati a richiedere una pigione mensile di 150 euro per poter disporre di un cuscino sul quale dormire a turno”. Il presidente del gruppo consiliare di Rifondazione comunista, tornando al tema principale della nota, sottolinea “con soddisfazione la proficua collaborazione che si è realizzata fra l’Adisu, l’Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’Umbria e la Direzione regionale delle Entrate, grazie alla quale –fa sapere- è risultato che su 1.600 posizioni esaminate sino ad ora, solo 750 di queste sono risultate regolari, pari ad appena il 47 per cento del totale. Ciò vuol dire –commenta- che oltre la metà dei contratti presi in esame non era stata registrata o era stata registrata in ritardo, provocando una perdita consistente per l’erario ed un danno, dunque, per l’intera collettività. Grazie a questa meritoria attività di controllo una parte consistente di questa evasione di imposte, sia indirette che dirette, è stata recuperata. Oltre il 40% dei contribuenti, ai quali sono state contestate queste irregolarità, ha deciso di chiudere immediatamente il contenzioso con il fisco saldando quanto dovuto”. Vinti conclude commentando che “anche l’Umbria, nel suo piccolo, ha portato il suo contributo al ‘miracolo’ annunciato appena ieri dal vice ministro dell’Economia Visco in merito all’incremento record delle entrate, grazie al quale il fisco italiano ha incassato, nel 2006, il 10% in più rispetto al 2005, per un maggiore introito pari ad oltre 37 miliardi di euro. Lo stesso Visco –conclude il capogruppo del Prc - ha promesso che, qualora questo trend si confermasse anche nell’immediato futuro, sarà possibile pensare a ridistribuire questa ricchezza, cominciando, naturalmente, dai più poveri. Come volevasi dimostrare: - conclude - per pagare meno tasse occorre che le tasse le paghino tutti e gli evasori prima degli altri”.
6/2/2007 ore 5:23
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