21/11/2019 ore 14:39
Narni Scalo: la Forestale sequestra un'area all'interno di una fabbrica di tubi dove venivano sotterrati rifiuti pericolosi, denunciati i titolari
Sotterravano rifiuti considerati "speciali" provenienti dalla lavorazione di materiali ferrosi, anziché immetterli nel ciclo di raccolta previsto dalla legge. La denuncia nei confronti dell'Amministratore Delegato e del Presidente di un'azienda che produce tubi e la cui sede si trova in località Pescecotto, lungo la Marattana, era già scattata lo scorso novembre ad opera degli agenti del Corpo Forestale dello Stato della stazione di Narni. Ai due era stato contestato il reato si smaltimento illegale di rifiuti e di deposito irregolare di altro materiale ritenuto nocivo e conservato presso un'area adiacente alla fabbrica. Personale della Stazione Forestale di Narni, unitamente al Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale di Terni del Corpo Forestale dello Stato, si era recato presso l'azienda di Maratta per un controllo sullo smaltimento dei rifiuti. Sul posto gli agenti avevano trovato una buca, profonda circa due metri, parzialmente riempita con rifiuti di saldatura (individuati come rifiuti "non pericolosi" dalla normativa vigente), sotterrati in azienda invece di essere regolarmente smaltiti in discariche autorizzate. Su un'altra area erano stati invece depositati più di 100 bidoni metallici con etichette indicanti sostanze pericolose. Le due aree, per complessivi 700 metri quadrati, erano state sequestrate. Su delega del Sostituto Procuratore Massini che conduce le indagini, sono stati compiuti ulteriori accertamenti tecnici che hanno fatto emergere inquietanti sviluppi sulla vicenda. In particolare sull'area, sequestrata a causa della presenza di una buca parzialmente riempita con rifiuti di saldatura, gli uomini della Forestale in collaborazione con personale dell'Arpa un rilievo di campionamento con 9 "sondaggi" che hanno permesso di trovare, ad alcuni metri di profondità, rifiuti provenienti da saldature, polveri, sabbie, parti di tela in lana di vetro impregnata di sostanze bituminose, agglomerati di bitume e scarti di sabbiature, a conferma che gran parte dell'area era stata effettivamente oggetto di uno smaltimento illegale di rifiuti.
24/1/2007 ore 5:15
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