20/11/2019 ore 20:19
Terni allargherà i propri confini provinciali? La grande opportunità è data dal nuovo codice delle autonomie locali varato dal Governo
E' una ghiotta occasione quella che si offre a Terni in ordine alla possibilità di poter "allargare" la propria provincia e con essa il numero degli abitanti. il Governo nazionale ha varato il nuovo codice delle autonomie locali nelle quali sono previste le ridefinizioni delle Province in modo che ci sia una maggiore omogeneità nel numero di abitanti. Sulla questione interviene il consigliere regionale Raffaele Nevi (FI) il quale ritiene che "il dibattito sulla riforma endoregionale sta arrivando in Consiglio regionale e nel centrosinistra si fanno i primi distinguo rispetto al disegno della Giunta. Il provvedimento - continua Nevi - sembra fatto apposta per l’Umbria e quindi torna di grande attualità il dibattito, lanciato qualche anno fa proprio dal centrodestra di Gianfranco Ciaurro, sul riequilibrio territoriale. Il Presidente della Provincia Cavicchioli e il Sindaco di Spoleto Brunini hanno già pubblicamente abbracciato il tema. Mi pare abbastanza per lanciare una proposta precisa: costituiamo un “tavolo dei volenterosi” per le riforme istituzionali e liberiamole dallo stretto recinto delle coalizioni per far fare un salto di qualità all’Umbria e sanare quell’eterno problema, convinto come sono che la Provincia di Terni, con 200 mila abitanti, non sarà mai competitiva con altri territori e quindi destinata a diventare un problema per tutta l’Umbria. Oggi più di ieri - avverte Nevi - è importante fare massa critica e avere bacini di almeno 400.000 abitanti per raggiungere quelle necessarie e non più rinviabili economie sui servizi e nella gestione della Pubblica Amministrazione. Anche in questo caso, penso, come è avvenuto per le crisi delle acciaierie, per l’Università, occorrerebbe almeno a Terni essere uniti e lasciare da parte gli eccessivi vincoli di partito che porterebbero il nostro territorio a perdere una battaglia decisiva per il suo futuro. Sono anche persuaso dal fatto - conclude Nevi - che non sarà facile ma una classe dirigente ha il dovere di provarci con tutte le forze, con la massima determinazione possibile".
Sull'argomento nei giorni scorsi si era espresso anche il presidente della Provincia di Terni Andrea Cavicchioli. “Gli indirizzi del Governo che stanno emergendo in merito al 'Codice delle Autonomie Locali' - aveva detto - confermano le impostazioni che il nostro Ente ha portato avanti per un migliore assetto del quadro istituzionale umbro, con una semplificazione spinta e con competenze amministrative di chiara ed univoca imputazione. Per quanto riguarda le Province si prevedono disposizioni tendenti ad una loro razionalizzazione sulla base di una popolazione che consenta un esercizio ottimale delle funzioni per il governo di area vasta. In Umbria siamo di fronte a due Province sotto questo profilo sparametrate, con la necessità di portare quella di Terni ad una popolazione quantomeno di 300/350 mila abitanti, con vantaggi per l’equilibrio regionale e la gestione dei servizi, con assetti territoriali omogenei, tenendo anche conto dei collegamenti infrastrutturali, delle contiguità e delle dinamiche socio-economiche. E’ evidente che questi processi, oltre che da un assetto normativo che sembra ormai maturo, debbono essere accompagnati dal consenso delle realtà interessate, che ne possono ricavare vantaggi nel miglioramento dei servizi, ed anche da una spinta politica generale che lo considera un elemento di valenza generale per l’intera comunità regionale".
29/1/2007 ore 5:21
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