12/11/2019 ore 22:38
Università: Raffaele Nevi (FI) attacca le istituzioni riguardo alla crisi economica che starebbe attanagliando il polo ternano
Se la prende in particolare con il sindaco Raffaelli. Ma i suoi attacchi sono anche rivolti al Governo centrale. Raffaele Nevi, consigliere regionale di Forza Italia dice la sua sulle problematiche che stanno interessando in questi giorni il polo universitario ternano. "Nell’indifferenza generale sta crescendo a Terni una profonda preoccupazione per le condizioni del polo universitario - afferma Nevi -. Da mesi il Rettore e il Prorettore denunciano una situazione di difficoltà per la copertura delle spese correnti dell’università, anche a seguito dei tagli che questo scellerato Governo ha operato a carico delle Università italiane e quindi anche all’ateneo umbro. Tutti attendevano la visita del ministro Mussi per capire quale sarebbe stato il futuro del polo ternano ma a fronte di rombanti e ottimistiche dichiarazioni fatte dal sindaco nessuno ha capito quali garanzie reali Mussi avrebbe dato su questa partita delle spese correnti e del rispetto del Patto di Territorio che, come tutti sanno, prevedeva fondi annuali per la sopravvivenza dei corsi di Terni. Mi pare - continua Nevi - che il ministro abbia dato assicurazioni generiche solo sui fondi per la ricerca che, però, non possono essere utilizzati allo scopo di cui c’è bisogno che è quello relativo al pagamento delle spese di funzionamento. È ora che la città raccolga il grido di allarme di professori e studenti anche a seguito della chiusura delle sedi il pomeriggio. Il sindaco la smetta di dire solo parole cercando di difendere politicamente un Governo che sta distruggendo il lavoro fatto e che impedirà l’ulteriore sviluppo del polo ternano. Egli - sottolinea Nevi - deve invece dedicare tutto il suo tempo, anche come Presidente del Consorzio, fu quando non avrà una risposta precisa e puntuale su quanti fondi possono essere messi a disposizione dal Ministero per Terni. Dopodiché si deve adoperare affinché tutti facciano la propria parte anche in umbria. A cominciare dalla Regione fino all’Università e si arrivi alla copertura, stabile e duratura, dei costi previsti su base pluriennale. È chiaro - conclude Nevi - che è richiesto uno sforzo massimo anche alla Fondazione Carit e Cariorv, alla Camera di Commercio, all’Associazione industriali e alle imprese che fossero interessate ad intavolare un rapporto sempre più stretto con l’Università. L’importante è non sottovalutare i rischi che stiamo correndo".


15/12/2006 ore 5:37
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