21/02/2020 ore 06:57
Sicurezza sul lavoro: in Umbria accadono troppi incidenti e si continua a morire con estrema facilità
Costruzioni, metalmeccanica, trasporti e legno sono i settori in cui si registra il più alto numero di incidenti sul lavoro in Umbria: è quanto emerso nel corso del convegno sul tema “Salute e lavoro. Strategie integrate per la salute e la sicurezza dei lavoratori in Umbria”, organizzato dall’assessorato alla sanità della Regione Umbria nell’ambito della “Settimana europea per la prevenzione”. Durante l’incontro sono state illustrate le attività svolte nell’ultimo anno dai gruppi di lavoro del Comitato di Coordinamento per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro e quelle portate avanti dai Servizi di prevenzione e sicurezza delle “Usl”. Inoltre, è stato presentato il “Primo rapporto sugli infortuni sul lavoro in Umbria negli anni 2000- 2003”, realizzato dall’Osservatorio regionale integrato sugli infortuni e le malattie professionali. Lo studio evidenzia che complessivamente nei 4 anni presi in esame gli infortuni sono stati 45.683, di cui 2001 con inabilità permanente e mortali. La frequenza più marcata è stata registrata nel territorio dell’Usl numero 1, con 8.517 infortuni, mentre il territorio dell’Usl numero 4 si caratterizza per un alto tasso (7,1) di incidenti mortali o con immobilità permanente. Infatti su 8.024 infortuni, 571 sono stati molto gravi o hanno causato la morte del lavoratore. Nell’Usl numero 2 gli incidenti sono stati 18.587 di cui 606 molto gravi, nell’Usl 3 sono stati 10.555 di cui 489 gravi o mortali. Nello specifico nel settore delle costruzioni, che conta circa 31.500 lavoratori, sono stati registrati circa 2.200 infortuni l’anno, di cui 140 con conseguenze invalidanti, nel comparto metalmeccanico i lavoratori sono 26.100, gli incidenti annuali sono stati circa mille 900 l’anno, di cui 70 gravi, nei trasporti sono impiegati 12 mila dipendenti, gli infortuni sono circa 850 l’anno, 50 quelli gravi. Infine, nel settore della trasformazione del legno con 3.500, gli infortuni nell’arco dei dodici mesi sono stati 230, di cui 20 invalidanti in modo permanente. Per quanto riguarda gli incidenti mortali in senso stretto il periodo preso in esame nel rapporto è compreso tra il 2002 ed il 2005, con 43 incidenti mortali. I settori più colpiti sono stati quelli delle costruzioni, con 21 morti, ed il comparto agricolo con 13. Circa il 25 per cento delle morti bianche ha riguardato lavoratori stranieri con una percentuale alta di soggetti assunti da meno di 15 giorni.
31/10/2006 ore 14:15
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