21/11/2019 ore 20:23
Terni, sulla questione rifiuti il sindaco Raffaelli attacca Melasecche: nel '97 fu lui a firmare gli atti per gli impianti di incenerimento
Il sindaco Paolo Raffaelli è intervenuto nel dibattito in Consiglio comunale sulle questioni dell’ambiente, degli impianti di incenerimento e del protocollo d’intesa Asm-Printer. Il primo cittadino ternano ripercorre alcuni passaggi chiave che una decina di anni fa dettero vita allo sviluppo degli attuali inceneritori di Maratta. "L’autorizzazione ad insediare a Maratta gli impianti di termovalorizzazione di Terni Ena e di Printer - ha detto Raffaelli - non è responsabilità di questa Giunta, che ha preso a governare la città nel 1999. Il primo atto di Giunta municipale che autorizza contestualmente gli insediamenti di Terni Ena e Printer risale al 6 marzo 1997 (presiedeva il professor Gianfranco Ciaurro e presente e votante era l’allora assessore Enrico Melasecche Germini) per quanto riguarda l’approvazione della graduatoria finalizzata all’assegnazione delle aree PAIP: le autorizzazioni Printer (per 20.000 metri quadrati) e per Terni Ena (per 60.000 mq) erano rispettivamente al primo e al secondo posto della graduatoria approvata e varata dalla giunta Ciaurro-Melasecche, con uno degli ultimi atti primo dello scioglimento del Consiglio comunale prima delle elezioni della primavera 1997. Il secondo provvedimento ammnistrativo, che perfezionava l’iter urbanistico per la cessione o concessione delle aree Paip a Terni Ena e a Printer attraverso la definizione del prezzo del corrispettivo, è stato assunto nella seduta della Giunta del 9 luglio 1997 ed è uno dei primi atti del governo cittadino del centrodestra rieletto. Nella riunione della Giunta comunale era assente il Sindaco Ciaurro, l’organo era presieduto dall’allora assessore delegato Enrico Melasecche Germini, che ha controfirmato la deliberazione. L’atto, considerato evidentemente urgentissimo tanto che l’allora assessore Melasecche lo ha controfirmato in assenza del Sindaco Ciaurro, è stato approvato anche dagli assessori di An Rita Pepegna e Renato Leone, nonché dagli altri assessori del centrodestra, con la sola eccezione dell’assessore all’ambiente Stefania Parisi, assente al momento del voto. Questa ricostruzione - continua Raffaelli - è per ripristinare la verità storica: l’attuale consigliere regionale Enrico Melasecche Germini, all’epoca nella sua qualità di assessore comunale, fu artefice decisivo di due deliberazioni autorizzative, per Terni Ena e per Printer, che furono perfezionate sotto la sua responsabilità e con il voto convergente degli assessori di Alleanza Nazionale. Tutto ciò tra il febbraio ed il luglio 1997, cioè ben due anni prima che si insediasse la Giunta che ho l’onore di guidare. La sperimentazione concordata da Asm e Printer è il frutto di un’intesa industriale: è subordinata naturalmente all’autorizzazione della Provincia e questa è una pura ovvietà, poiché è la legge che parla. Non c’è nessun quantitativo aggiuntivo di combustibile, anzi, sostituendo sperimentalmente il Cdr di qualità alle biomasse, si bruceranno quantitativi inferiori, con un impatto ambientale più basso. La scelta dell’impianto Printer, per questa sperimentazione, è largamente comprensibile ed è stata confermata dal recente Convegno internazionale di Perugia sui Rifiuti come risorsa: la tecnologia della piralisi, che andiamo a sperimentare, è una delle nuove frontiere avanzate delle politiche ambientali, in sito europeo dei verdi la propugna, e quella tecnologia è sperimentabile con chi ce l’ha, cioè con Printer. Il complesso delle emissioni di polveri e di inquinanti del polo di incenerimento di Maratta corrisponde, secondo i dati dell’Ufficio Ambiente della Provincia, a meno dell’1 per cento delle polveri prodotte giornalmente dal sistema di traffico, di riscaldamento ed industriale della nostra città; ciò significa che il nostro sistema di smaltimento è un sistema a basso impatto ambientale, già oggi contenuto, e tuttavia siamo impegnati a migliorarlo con una riduzione delle fonti di emissione e una riduzione degli inquinanti. Gli interventi realizzati in questi anni, compresi quelli promossi nel 1997 da Melasecche & c. , sono serviti a chiudere la discarica di voc. Valle, a migliorare il sistema provinciale di trattamento dei rifiuti, a rendere la città di Terni autonoma sotto il profilo del servizio, mentre prima dipendeva dal resto dell’Umbria, ad abbattere radicalmente le tariffe, che nel 1999 erano le più alte dell’Umbria mentre oggi sono le più basse. Tutto ciò significa che le politiche di questi anni nel settore dei rifiuti hanno fatto crescere la città, migliorandola in termini di servizi e di tariffe, senza compromettere l’ambiente. Di tale percorso l’Amministrazione comunale che io guido è stata artefice e compartecipe fino al recente approdo alle soluzioni virtuose della multiutility provinciale ed al lavoro per la riduzione ulteriori delle fonti di inquinamento. Buon senso vorrebbe - ha concluso il sindaco di Terni - che chi portava le responsabilità fondanti di questo percorso, nel lontano 1997, fosse capace di leggerne dieci anni dopo con serenità e con equilibrio meriti ed errori; invece oggi si traveste da pompiere chi allora dette fuoco alle polveri. Pronta la replica in consiglio comunale da parte di Emrico Melasecche (Udc): "Perché il sindaco non parla della variante urbanistica del 2000 con la quale - tra l'altro - assicurò tutta una serie di cose che la Printer avrebbe fatto? Assicurava ad esempio che l'utilizzo di Printer avrebbe consentito di sviluppare agricoltura biologica. Oggi dietro la Printer ci sono solo discariche e non serre". "Il sindaco ci aveva assicurato - ha continuato Melasecche - che l'energia prodotta sarebbe stata usata dall'industria locale. Non è vero perché quell'energia viene venduta a prezzo doppio (con i certificati verdi) all'Enel. Ci aveva assicurato che avrebbe dato occupazione, e non è vero neanche questo. La verità è che Printer è un impianto costruito con contributi pubblici. Che non ha funzionato per moltissimo tempo, per problemi tecnici. Il vero punto interrogativo allora è: chi ha scelto il partner per fare questo business. Perché la sperimentazione è così lunga? La cosa assurda è che in questo modo il possibile acquirente favorisce e innalza il valore della società che dovrà essere acquistata. Inoltre non è vero che questa è l'unica soluzione: ci potrebbe essere l'accordo con Terni-Ena. Perché la Giunta e l'Asm preferiscono un imprenditore piuttosto che un altro? E perché non si fa fare una valutazione terza oggi e non dopo la sperimentazione, quando il valore di Printer potrebbe essere cresciuto? E' mai possibile ha concluso Melasecche - che tutti gli esperimenti in tema di rifiuti debbano avvenire in questa conca?".
18/10/2006 ore 11:35
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