20/11/2019 ore 08:01
Lavoro: secondo una indagine di Irres-Inca-Cgil il precariato espone in modo maggiore i lavoratori al rischio di incidenti
Il precariato fa male alla salute perché i lavoratori precari e con contratti a tempo determinato sono particolarmente esposti agli incidenti sul lavoro. Lo afferma il capogruppo regionale di Rifondazione comunista, Stefano Vinti, commentando i dati dell'indagine Irres-Inca Cgil presentata nei giorni scorsi a Roma: "la conclusione complessiva è che, in un'Italia dove cresce il lavoro precario, aumentano gli infortuni fra le categorie sindacalmente più deboli ed in particolare fra quanti si preoccupano più della eventualità di perdere il lavoro che della loro sicurezza". Questo studio è particolarmente importante -sostiene Vinti- "perché, per la prima volta in Europa, la percezione del rischio da parte dei lavoratori è stata messa in relazione con le variabili strutturali ed organizzative del contesto aziendale, oltre che con il sistema di tutela dei diritti e con il grado di rappresentanza sindacale presente all'interno delle medesime aziende. Uno dei dati più significativi è che il 30,1 per cento degli assunti con contratto precario ha dichiarato la totale assenza di fattori di pericolo nel luogo di lavoro, un dato che si riduce al 16,9 per cento fra gli assunti a tempo indeterminato. Inoltre il tasso degli infortuni che si sono verificati è risultato in Italia più del doppio nelle aziende con meno di 15 dipendenti (dove non hanno effetto le tutele previste dalla Statuto dei lavoratori), rispetto a quelle con più di 250 dipendenti, a conferma che laddove c'è meno sindacato c'è più rischio per i lavoratori".


23/6/2006 ore 11:15
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