04/12/2020 ore 12:43
Assemblee territoriali: la bocciatura del Tar oltre alla beffa ha prodotto anche un danno al CdL che dovrà rimborsare al Comune le spese legali
Una beffa. E con essa anche il proverbiale danno. Il verdetto del Tar dell’Umbria, che nei giorni scorsi si era pronunciato circa il ricorso fatto da alcuni rappresentanti politici del centro destra circa quella che secondo loro era l’illeggittimità delle “Assemblee territoriali” elette qualche mese fa dal sindaco Bigaroni, oltre a stabilire che le assemblee sono da ritenersi “legittime” ha anche imposto ai ricorrenti di pagare le spese legali al Comune di Narni: ben 3.000 euro. La sentenza parla chiaro: “Il tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria – si legge nel dispositivo – definendo immediatamente la controversia, come previsto dall’art.26 della legge n.1034/1971, nel testo modificato dalloa legge n.205/2000, rigetta il ricorso. Condanna i ricorrenti, in solido, al pagamento delle spese legali ion favore del Comune di Narni, liquidandole in euro 3.000, oltre agli accessori di legge”. Una vera e propria mazzata, dunque, per Sergio Bruschini, Torquato Petrineschi, Maria Lanari, Edoardo Mazzocchi e Paolo Emiri i cinque firmatari del ricorso che ora, stando alle decisioni del Tar, dovranno tirar fuori addirittura dei soldi per consentire alla pratica di essere chiusa. All’indomani della decisione del massimo organo regionale di giustizia non c’è molta voglia di parlare tra gli sconfitti. Sergio Bruschini ha detto laconicamente che “non ho nulla da dire e preferisco non commentare la decisione dei giudici”, il consigliere provinciale Petrineschi, invece, aspetta di leggere il dispositivo prima di fare commenti. Alla domanda: ricorrete al Consiglio di Stato? Petrineschi ribadisce: “Prima di prendere qualsiasi decisione voglio leggermi per bene la sentenza”. In realtà fare un ulteriore ricorso al Tar sembrerebbe una inutile forzatura poiché la sentenza del Tar non lascia scampo ai ricorrenti. Per i giudici del tribunale amministrativo regionale, infatti, già questo ricorso non avrebbe avuto ragione di esistere in quanto la costituzione di assemblee territoriali è prevista dallo statuto del Comune di Narni per la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa dell’ente. Ma c’è di più, perché nel dispositivo è stato anche rimarcato il fatto che una eventuale elezione di questi organismi associativi su base territoriale non va configurata all’interno dei classici meccanismi che regolano e disciplinano le elezioni amministrative o politiche. E, in ogni caso, anche sulla sentenza del Tar è stato sottolineato il fatto che nel caso specifico delle assemblee territoriali narnesi, “per ciascuna circoscrizione è stata presentata una sola lista di candidati”, che è stata poi quella dalla quale sono usciti i nomi che compongono i vari comitati di gestione.
26/4/2006 ore 5:15
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