21/07/2019 ore 04:58
Terni: la polizia scopre una banda di pregiudicati che stava per portare a termine una truffa miliardaria in città
Si erano presentati a Terni come rappresentanti di una fondazione internazionale con scopi benefici affermando di volere fondare, in una villa della città, una università per stranieri provenienti dall'Africa e rilevare, per un rilancio, la società della Ternana calcio: ma la finalità truffaldina è stata scoperta dagli agenti della squadra mobile della questura ternana e tre persone sono state arrestate. Secondo gli investigatori, i tre erano arrivati ad un passo dal compiere, ai danni di una banca di Terni, una truffa di cento milioni di euro, vantando fideiussioni false emesse da banche d'affari internazionali per un importo di 400 milioni di dollari quale garanzia. Gli arrestati sono un cileno di 55 anni, un uomo residente a Pisa di 57 ed un altro residente a Genova di 70 anni. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al tentativo di porre in essere la truffa nei confronti della una banca di Terni. I particolari dell'operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa, dal questore Francesco Savina e dal dirigente della squadra mobile Luca Sarcoli. Il pisano - secondo la ricostruzione dei fatti da parte della polizia - era venuto a Terni la scorsa estate presentandosi a personalità ternane come mediatore d'affari e rappresentante di una fondazione internazionale con sedi a Londra e Zurigo per eseguire operazioni immobiliari a fini benefici. I contatti erano stati presi anche con rappresentanti delle istituzioni, della Ternana calcio tramite professionisti locali, con imprenditori e autorità cittadine. Con la collaborazione del cileno e del genovese aveva presentato ad una banca le garanzie per ottenere il prestito mediante un laborioso intervento di "scannerizzazione" di documenti originali, con uso di una carta particolare ed altri accorgimenti che avevano tratto in inganno gli interlocutori. Però qualcuno ha cominciato ad insospettirsi ed è stato chiesto l'intervento della polizia. Gli agenti hanno avviato gli accertamenti una decina di giorni fa ed hanno constatato che il pisano era appena uscito dal carcere per reati contro il patrimonio e così il genovese. Hanno anche accertato, con la collaborazione dell'Interpol, che la fondazione menzionata non esisteva nè a Londra nè a Zurigo. Hanno cercato, allora, di rintracciare il pisano che aveva però già lasciato Terni. E' stato trovato a Roma, in un appartamento che fungeva da sede di una società intestata a lui ed al cileno e nel quale abitava il genovese. Questi ultimi due sono stati bloccati a Fiumicino provenienti da Lisbona. Condotto a Terni il terzetto, gli agenti hanno perquisito la sede dove operavano, in uno stabile di Borgo Rivo, trovando una ampia documentazione e copie di lettere di credito.
3/2/2006 ore 19:15
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