10/07/2020 ore 09:06
La brucellosi si diffonde, il germe è stato riscontrato anche in una trentina di pecore di un gregge di Otricoli
La situazione si aggrava. Ora sarebbero più di cinquanta le pecore trovate positive alla brucellosi negli allevamenti del comprensorio narnese. Dopo l’episodio riscontrato nella zona di San Bartolomeo e Sant’Eutizio, a confine tra i comuni di Narni e Sangemini, dove i veterinari dell’Asl trovarono 18 capi infettati dal germe della brucellosi, le autorità sanitarie hanno disposto dei controlli in tutte le campagne narnesi e proprio da questa indagine sono emersi gli altri trenta casi. Stavolta le greggi interessate dal problema si trovano nella zona di Otricoli, ma anche nei pressi di San Liberato sarebbero stati riscontrati dei casi di brucellosi. Il ceppo che ha colpito i capi di questi allevamenti è lo stesso riscontrato nel gregge di San Bartolomeo e questo perché i proprietari delle pecore sono gli stessi e quindi gli animali sono stati precedentemente a contatto tra di loro e poi spostati sulle diverse zone di pascolo. L’azienda sarda, proprietaria delle greggi, possiede in tutto 1.500 capi che ha dislocato in quattro appezzamenti di terreno situati a San Bartolomeo, nel comune di San Gemini, A Sant’Eufizio e Fabbrucciano (Narni) ed in località Pareti ad Otricoli. Il dottor Antonio Liberati, responsabile del servizio veterinario dell’Asl 4 di Terni, parla di “situazione sotto controllo, sebbene sia importante in questa fase evitare che il contagio si allarghi ad altri allevamenti”. Riguardo alle misure precauzionali che verranno prese nell’immediato esse sono tutte contenute nell’ordinanza firmata dallo stesso Liberati ed inviata per conoscenza ai Comuni di Narni, Otricoli e San Gemini. “I capi risultati infetti dovranno essere abbattuti – ha spiegato il responsabile veterinario dell’Asl ternana – mentre gli allevamenti presso i quali sono state trovate le pecore infettate dalla brucellosi li abbiamo posti sotto sequestro fino a quando dalle analisi che continueremo a fare nei prossimi giorni tutti i capi non risulteranno negativi”. In altre parole ai pastori è stato intimato di non far muovere per nessuna ragione i loro branchi dalla zona di pascolo dove risultano attualmente residenti. Liberati spiega che nel territorio narnese “erano 4 anni che non si verificavano casi di brucellosi e questo grazie ai continui e scrupolosi controlli che effettuiamo di continuo sugli allevamenti presenti in zona. L’ultima volta trovammo dei capi infetti nella zona di Capitone”. A proposito di numeri è lo stesso veterinario a confermare che nel comprensorio narnese sono presenti ben 140 allevamenti ovini per un totale di 7.000 capi di bestiame. Numeri importanti per un territorio che non è mai stato ad esclusiva vocazione agricola.
21/1/2006 ore 5:40
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