19/07/2019 ore 02:21
Gregge di pecore colpito dalla "brucellosi", il sindaco Bigaroni ha emanato una ordinanza per evitare la trasmissione del contagio ad altri animali
In giro la gente comincia a parlarne e ad avere paura. La notizia dell’ordinanza di confinamento a scopo cautelativo di un gregge di pecore, molte delle quali trovate infette da brucellosi, sta creando una sorta di psicosi in tutto il territorio narnese, ma anche in quelli dei comuni vicini. Il gregge è al pascolo in un appezzamento di terreno di proprietà dell’Istituto per l’infanzia “Beata Lucia” di Narni in località San Bartolomeo a San Gemini, ma dal momento che una parte dello stesso gregge è ospitata in un altro terreno narnese, in località Sant’Eufizio, è stato il sindaco Stefano Bigaroni a firmare nei giorni scorsi l’ordinanza nella quale veniva fatto obbligo ai proprietari del gregge, due fratelli sardi titolari di una azienda agricola, di non far muovere dal recinto i circa 500 capi di ovini perché almeno una ventina di questi erano risultati positivi ai test sulla brucellosi che i responsabili del servizio veterinario della Asl 4 di Terni hanno effettuato. Sembra che a chiedere l’intervento delle autorità sanitarie sia stato il veterinario che si occupa della salute del gregge dal giorno in cui i pastori hanno portato le loro pecore a pascolare su quei terreni. Alla segnalazione del medico è seguito un sopralluogo del personale della Asl che non ha avuto dubbi nel riscontrare la grave malattia ad alcuni capi di bestiame. Del problema è stato informato anche il Comune di San Gemini e dunque intorno al gregge è stato formato una sorta di cordone sanitario atto ad impedire che nessun capo si muova dal recinto dove si trova rinchiuso. Il rischio di contagio è forte e quindi si vuole evitare che altri ovini vengano a contatto con gli animali infettati e soprattutto si vuole fare in modo che la malattia non venga trasmessa all’uomo anche se questa possibilità appare abbastanza remota in quanto per contrarre la brucellosi bisognerebbe entrare in contatto diretto con il batterio, mangiando dei formaggi freschi o bevendo latte ovino non pastorizzato, il rischio non ci sarebbe invece consumando carne cotta. E’ stato per un caso che il gregge contaminato dalla brucellosi si trovi ancora nelle campagne narnesi, perché per una storia legata ad affitti non pagati e ad un decreto di sfratto che non è stato possibile eseguire, ai proprietari delle pecore era stato intimato dal giudice di lasciare proprio qualche giorno fa i terreni del “Beata Lucia”. La scoperta della malattia ha bloccato ogni cosa ed ora si dovranno attendere le decisioni della Asl 4 di Terni per sapere se il gregge, una volta effettuati gli opportuni interventi di profilassi, potrà essere spostato da lì, o se si dovrà invece provvedere all’abbattimento di tutte le pecore a scopo precauzionale.
La Scheda
La brucellosi è una malattia infettiva causata da batteri appartenenti al genere “Brucella” e colpisce diversi tipi di animali, fra cui mucche, pecore, capre, cervi, maiali e cani. I responsabili delle infezioni sono sei specie di batteri gram negativi appartenenti al genere “brucella”, alcuni di questi sono in grado di contagiare anche l’uomo. La malattia rappresenta un importante problema di sanità pubblica per le infezioni umane ed è causa di gravi danni economici, particolarmente nelle aree agricolo- pastorali per le infezioni negli animali da allevamento. L’uomo può contrarre la malattia entrando in contatto con animali o prodotti di origine animale contaminati, attraverso cibi o bevande contaminati, per inalazione, oppure tramite piccole ferite sulla pelle. Di queste però sicuramente la prima è la via più comune, infatti il batterio della brucellosi è presente anche nel latte degli animali contagiati, e se questo non viene pastorizzato l’infezione passa agli esseri umani.
17/1/2006 ore 5:24
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