18/07/2019 ore 21:22
Centrale: il Comitato per il "no" ha chiesto a tutti i rappresentanti delle istituzioni locali di fissare a breve un incontro
Il Coordinamento del Comitato Contro la Centrale e le Associazioni e le associazioni: Comitato spontaneo dei cittadini contro la centrale – Associazione il Pettirosso – Arci – Legambiente Umbria – Associazione Narni per la Pace – Associazione studentesca Lavagne – Associazione Paideia –Gruppo Ambiente Centro Sociale Germinal Cimarelli– Associazione Amici della Valle di Santa Pudenziana hanno inviato una lettera a tutti i rappresentanti delle istituzioni nella quale viene chiesto un incontro dove fare il punto della situazione. "Conclusa la fase di acquisizione dei dati - si legge nella lettera - chiediamo un incontro pubblico con le istituzioni e la commissione incaricata per la valutazione delle esigenze energetiche all’interno del Patto del Territorio, per conoscere lo stato dei lavori. Al tempo stesso sarebbe auspicabile stabilire metodi di confronto permanenti perché tali occasioni non siano il risultato della semplicistica dialettica istituzioni-società civile, ma perché rientrino in quella filosofia di partecipazione che Agenda 21 (percorso promosso da tutti gli Enti Locali e a cui partecipano già diverse associazioni) come fondamento metodologico. La necessità di ribadire una richiesta già più volte avanzata è oggi accentuata dalle dichiarazioni del Presidente Cavicchioli rilasciate durante la conferenza stampa del 27 dicembre 2005 e dalle notizie apparse sulla stampa, che diffondono dati non ufficiali su risultati quanto meno prematuri. Conclusioni infondate che in questa fase non favoriscono un rapporto chiaro e di fiducia tra i cittadini e il lavoro di chi, sopra le parti, deve indicare una soluzione soddisfacente per tutti. Il Coordinamento - continua la lettera -, per permettere la partecipazione democratica dei cittadini ai processi di valutazione e decisione che coinvolgono il territorio della conca ternana, chiede di poter conoscere quali sono stati i criteri che hanno indirizzato l’operato della commissione e quali sono i dati finora raccolti. Non si può, infatti, partecipare volontariamente e con fatica ai complessi meccanismi del “protocollo” Agenda 21 e osservare che quegli stessi percorsi siano dimenticati proprio dai rappresentanti degli enti che se ne fanno promotori e garanti. Certi dell’attenzione che le istituzioni di questa regione non vorranno far mancare al naturale processo di condivisione degli indirizzi e delle scelte per il futuro dell’Umbria, confermando l’impegno a mantenere alta l’attenzione su vicende che indirizzeranno lo sviluppo di questo territorio per i prossimi anni e condizioneranno le prospettive di vita delle prossime generazioni, rimaniamo in attesa di una risposta che faccia ritornare la discussione dentro i canali della certezza dei dati e dell’imparzialità dei giudizi".


7/1/2006 ore 11:50
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