18/07/2019 ore 22:17
Terni: il reparto di neurologia del "Santa Maria" punta sulla formazione multiprofessionale per l’efficace gestione integrata dell’ictus
L’ictus cerebrale è una patologia che colpisce ogni anno in Italia più di 200mila persone e rappresenta la prima causa di disabilità e la seconda di demenza. Negli ultimi tempi si è assistito a numerosi progressi nell'ambito del trattamento e questo ha provocato un cambio di paradigma sia nel riconoscimento dei fattori di rischio sia nella gestione terapeutica, in tutte le fasi della malattia. La maggiore coscienza sulle potenzialità terapeutiche nell’ambito della gestione dell’ictus e delle sue complicanze e l’aumento costante e progressivo dei trattamenti (trombolisi e trombectomia) per la fase acuta dell’ictus ischemico che l’ospedale di Terni ha registrato negli ultimi quattro anni, hanno spinto i neurologi Maria Stefania Dioguardi e Carlo Colosimo, direttore della struttura di Neurologia e Stroke unit del Santa Maria di Terni, ad organizzare un evento formativo teorico-pratico rivolto a medici ed infermieri di vari reparti. Per la gestione efficace dell’ictus cerebrale, infatti, è necessario uniformare modalità di intervento e servizi, attraverso lo scambio di buone pratiche tra i numerosi professionisti coinvolti (il neurologo, il medico urgentista, il neuroradiologo, il cardiologo, il neurochirurgo, il chirurgo vascolare, il riabilitatore e naturalmente l’infermiere del pronto soccorso e dell’unità stroke). “Partendo dal concetto di tempestività delle cure, che si lega all’importanza del riconoscimento dei sintomi, - spiega il dottor Carlo Colosimo - è fondamentale omogeneizzare i corretti percorsi che conducono il paziente dal Pronto soccorso alla Stroke unit, dove il famoso concetto di ‘time is brain’ (tempo è cervello) diventa ‘time&care is brain’ (il cervello è tempo-e-cura). Di qui l’importanza di discutere delle problematiche mediche e infermieristiche nella gestione in acuto dell’ictus, della difficoltà nel riconoscere l’ictus quando assume aspetti che possono confondere, delle complicanze neuropsichiatriche, della terapia della fase acuta sia endovenosa che endovascolare, dei nuovi trial, delle indicazioni dell’esame ultrasonologico dei tronchi epiaortici ed infine dell’approccio chirurgico alle stenosi carotidee”. Nel 2018 all’ospedale di Terni sono stati gestiti circa 450 pazienti, di cui circa 70 trattati per la fase acuta con trombolisi/trombectomia e se ne stimano 100 nel 2019.
23/6/2019 ore 6:33
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