19/08/2018 ore 17:14
Terni: Liberati e Carbonari (M5S) propongono di trasformare "Il Tulipano" in un grande centro direzionale pubblico
I consiglieri Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S) annunciano la presentazione di una interrogazione con cui chiedono alla Giunta regionale "quando intenda spostare almeno 2 direzioni su 6 nel Ternano. Con particolare riferimento a quella della Salute e dell'Energia/Ambiente". Nell’atto ispettivo Liberati e Carbonari propongono anche all’Esecutivo di Palazzo Donini di "procedere all'acquisto in asta giudiziaria dell’edificio noto come ‘Tulipano’, con un progetto forte di trasformazione dell'immobile in centro direzionale pubblico, chiudendo finalmente una crisi di immagine e di contenuti durata oltre 40 anni, aprendo nuovi orizzonti di sviluppo, collocando in loco tutti gli uffici pubblici, eliminando sedi e sprechi inutili, restituendo ai cittadini l'idea di una Regione interessata alle sorti dell'Umbria meridionale ove dovranno pure essere riportati diverse centinaia di lavoratori pubblici regionali, finora scientemente e inutilmente concentrati tutti nelle sedi centrali". I consiglieri di opposizione rilevano che "il ‘Tulipano’ resta un pessimo biglietto da visita per la città e per l'Umbria. È stata da tempo abbandonata la sede di Via Saffi (Terni) proprietà della Regione Umbria, pagando viceversa un costoso affitto al Comune di Terni per i locali ex Cmm, ormai inadeguati e non del tutto conformi alle normative vigenti, in un contesto di totale degrado quale è quello di piazzale Bosco, con facciate deturpate e logore, senza parlare del degrado dell'altro edificio, collocato in centro, Palazzo De Santis, trionfo di umidità e muffe". Nell’interrogazione si sottolinea che "Terni, pur contribuendo quotidianamente e riccamente all'esistenza talora parassitaria della Regione Umbria, vede invece concentrate nelle sedi centrali tutte le sei direzioni regionali, ma anche 60 servizi su 62, oltre a posizioni organizzative di supporto, professionali, unità organizzative territoriali, nonché ben 181 sezioni su 189 (a Terni residuali 8, in tutto), 'vagonate' di uffici collocati volutamente solo nelle sedi centrali, molto diversamente dall'esempio di molte altre regioni, a partire dalla vicina Abruzzo. A quasi 50 anni dall'insediamento del primo Consiglio regionale (20 luglio 1970) un solo dato – concludono - illustra chiaramente la questione dell'Umbria a due velocità: Perugia 1970: abitanti 129.000; Terni, 1970: abitanti 106.000; Perugia, 2017: abitanti 166.000; Terni, 2017: abitanti 111.000, gli stessi dal 1980”.
21/7/2018 ore 13:32
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