22/09/2018 ore 02:12
Sanità, parla Squarta (FdI): "in umbria mancano posti letto e personale per le patologie psichiatriche"
"Circa 20mila umbri, nel 2016, si sono rivolti al pronto soccorso per patologie psichiatriche. Nonostante i numeri preoccupanti indicati nell’ultimo Rapporto sulla salute mentale pubblicato dal Ministero della Salute nella nostra regione mancano posti letto ospedalieri e personale". È quanto dichiara il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Marco Squarta, annunciando la presentazione di una interrogazione anche per denunciare "la miopia con la quale la Giunta umbra si approccia alle problematiche relative all’igiene mentale". "In Umbria - spiega Squarta - è ormai improrogabile, come segnalato anche da alcune associazioni, l’istituzione di un reparto di ricovero temporaneo che, dopo la dimissione dal Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, monitori l’evoluzione dei sintomi fino alla presa in carico del paziente da parte del Centro di salute mentale. In Umbria 5mila179 maschi e 7mila 362 femmine tra adolescenti, giovani, adulti e anziani manifestano problematiche diverse: depressione, sindromi nevrotiche, alcolismo, tossicomanie, dipendenze da tecnologia, disturbi psichici, mentali, della personalità o del comportamento, demenze, ritardi mentali, psicosi o schizofrenie. Un quarto di loro riceve visite psichiatriche entro due settimane, il 31,5 per cento invece soltanto entro un mese. Mentre continua a crescere il numero dei trattamenti sanitari obbligatori: 145 Tso nel 2014, 147 nel 2015, 179 nel 2016, con percentuali più alte rispetto alla media nazionale". "Nella nostra regione - prosegue Squarta - operano soltanto 62 medici di cui 53 psichiatri, 36 psicologi, 151 infermieri, 4 operatori socio sanitari e 9 assistenti sociali, senza il supporto di un tecnico della riabilitazione psichiatrica né di un educatore. Troppo pochi. Ciò significa operare in costante emergenza senza poter garantire diagnosi precoci ai pazienti né garanzie per eventuali accessi a benefici di legge come la 104 e la reversibilità della pensione. Nuovo personale agevolerebbe inoltre le fasi di recupero e di riabilitazione. Sono poche anche le strutture semiresidenziali in Umbria rispetto alle altre regioni d’Italia. E non va sottovalutata la scarsità dei posti letto che spesso non permette ai cittadini umbri di venire ricoverati entro i confini, costringendoli a ricevere trattamenti e cure altrove con inevitabili aggravi di spesa. Basti pensare che l’ospedale di Perugia ha appena 17 posti letto a disposizione del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura". "Secondo l’Oms - conclude Squarta - i disturbi depressivi, i primi per incidenza anche in Umbria, potrebbero diventare la seconda causa di disabilità lavorativa dopo le malattie cardiovascolari, più delle cardiopatie, del diabete e delle malattie tumorali. Gli effetti si rifletteranno inevitabilmente anche sull’economia e anche per questa ragione è importante investire in prevenzione e servizi. Tali problemi, che molte volte neppure vengono a galla perché soprattutto coloro che soffrono di ansia o di ipocondria non si recano neppure dal medico preferendo ricorrere ai metodi fai-da-te, vengono troppo spesso sottovalutati. Buone politiche e servizi più validi aiuterebbero ad abbassare anche le statistiche dei suicidi".
(Foto di repertorio, presa dalla Rete)
9/5/2018 ore 14:15
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