20/09/2018 ore 20:59
Terni: Iva non pagata, la Finanza denuncia una persona e gli sequestra beni e denaro per più di un milione di euro
La Guardia di Finanza di Terni ha individuato una frode ai danni dell’Erario, quantificabile in oltre 1milione di euro. La frode riguardarebbe il mancato versamento dell’Iva. Nel mirino dei finanzieri è finita una società di Terni, gestita da un ternano, ed operante nel settore della vigilanza privata. Le "Fiamme Gialle" avrebbero accertato che la società, dopo aver adempiuto a tutti gli obblighi contabili previsti dalla normativa vigente, non avrebbe versato l'Iva. E' stato così deferito alla Procura della Repubblica di Terni un ternano, ritenuto responsabile del reato di omesso versamento dell’Iva. In tale contesto, su richiesta del Procuratore Alberto Liguori, il Gip presso il Tribunale di Terni ha disposto il sequestro preventivo di beni finalizzato alla confisca "per equivalente" per un importo di 1.004.767 euro, al fine di assicurare il reale recupero dell’imposta non versata ai fini Iva. "All'uomo - fanno sapere dal comando provinciale della GdF -, sono stati sequestrati numerosi conti correnti bancari, sei autovetture, un motociclo e due appartamenti siti in Terni, con relative pertinenze". "Il sequestro, disposto dal Gip, su richiesta della Procura della Repubblica di Terni - spiegano dalla GdF -, è stato reso possibile dall’applicazione della norma che, introdotta con la Legge Finanziaria per il 2008 (Legge nr. 244/2007), estende l’istituto della confisca per equivalente anche ai reati tributari. Da ultimo il D.Lgs. 158/2015, riguardante la riforma del sistema sanzionatorio tributario, ha introdotto il nuovo art. 12-bis del D.Lgs. n.74/2000, che prevede la possibilità di disporre provvedimenti cautelari nel caso di reati tributari in funzione della successiva confisca obbligatoria dell’imposta evasa. Tale strumento consente di aggredire i beni di cui il contribuente abbia la disponibilità, diretta o mediata, per un valore corrispondente all’imposta evasa, nei casi in cui non si possa procedere alla confisca dei beni che costituiscono il diretto profitto del reato tributario. Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, attualmente previsto per tutti i reati tributari è, quindi, un provvedimento di natura prettamente sanzionatoria - adottato dall’Autorità Giudiziaria in ragione della commissione di un reato - che non pregiudica l’attività amministrativa di recupero del tributo evaso e di irrogazione delle connesse sanzioni".
7/5/2018 ore 12:46
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