20/05/2018 ore 23:00
Terni, acquistano smartphone all'estero e li rivendono in Italia, ma senza pagare l'Iva: tre persone denunciate
Acquistavano dei moderni telefoni cellulari all'estero, ma una volta in Italia non versavano l'Iva. La Guardia di Finanza ha scoperto tutto ed ha denunciato tre persone. L'operazione è stata condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle Fiamme Gialle ternane e la Sezione di P.G. – Aliquota Gdf - presso la Procura della Repubblica di Terni. Alla medesima operazione ha collaborato il personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Perugia - Sezione Operativa Territoriale di Terni ed è stata coordinata dal Procuratore della Repubblica Alberto Liguori. Nel mirino della Finanza è finita una società di Terni, gestita da due cittadini ternani e da un soggetto campano, operante nel settore della commercializzazione di articoli di telefonia. Nello specifico le “Fiamme Gialle” e l’Agenzia delle Dogane, all’esito di un’approfondita analisi della documentazione contabile acquisita, ed anche grazie ad attività di riscontro svolte in Umbria, Lazio, Campania e Liguria, hanno individuato un articolato sistema di frode ai danni dell’Erario, quantificabile in oltre 1.300.000,00 euro. Il sistema era finalizzato all’evasione dell’Imposta sul Valore Aggiunto. In particolare sarebbe stato accertato che la società acquistava smartphone di ultima generazione da paesi comunitari, in sospensione d’imposta, rivendendoli sul mercato nazionale a prezzi assolutamente concorrenziali, “dimenticando”, però, di presentare le previste dichiarazioni ai fini Iva. Tre persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica per il reato di omessa presentazione della dichiarazione ai fini Iva. In tale contesto, su richiesta del Procuratore Alberto Liguori, il Gip presso il Tribunale di Terni ha disposto il sequestro preventivo di beni finalizzato alla confisca 'per equivalente' per un importo di 1.342.587 euro in modo da garantire all'erario il reale recupero dell’imposta evasa ai fini Iva. Ai tre denunciati sono state sequestrati numerosi conti correnti bancari, tre autovetture, tre appartamenti con relative pertinenze, quote sociali e quote di partecipazione in fondi d’investimento.
COME FUNZIONA IL SEQUESTRO PREVENTIVO
Il sequestro, disposto dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica di Terni, è stato reso possibile dall’applicazione della norma che, introdotta con la Legge Finanziaria per il 2008 (Legge nr. 244/2007), estende l’istituto della confisca per equivalente anche ai reati tributari. Da ultimo il D.Lgs. 158/2015 riguardante la riforma del sistema sanzionatorio tributario ha introdotto il nuovo art. 12-bis del D.Lgs.74/2000, che prevede la possibilità di disporre provvedimenti cautelari nel caso di reati tributari in funzione della successiva confisca obbligatoria dell’imposta evasa. Tale strumento consente di aggredire i beni di cui il contribuente abbia la disponibilità, diretta o mediata, per un valore corrispondente all’imposta evasa, nei casi in cui non si possa procedere alla confisca dei beni che costituiscono il diretto profitto del reato tributario. Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, attualmente previsto per tutti i reati tributari è, quindi, un provvedimento di natura prettamente sanzionatoria - adottato dall’Autorità Giudiziaria in ragione della commissione di un reato - che non pregiudica l’attività amministrativa di recupero del tributo evaso e di irrogazione delle connesse sanzioni.
(Foto di repertorio, presa dalla Rete)
9/3/2018 ore 12:53
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