19/10/2018 ore 10:54
Terni: maxi operazione antidroga della polizia, sgominata banda di spacciatori, 14 persone arrestate
Maxi operazione della Polizia di Stato, che ha sgominato una banda di spacciatori italiani e stranieri, che era attiva tra Terni e Roma. Sono state eseguite 14 misure cautelari per il reato di cui all’art. 73 d.p.r 309/90 e 110 c.p.
L’operazione di P.G.
Si è conclusa questa mattina (giovedi 8 marzo) l’operazione della Squadra Mobile di Terni, denominata “Montana”, che ha consentito la cattura di 14 soggetti in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare emesse dalla locale A.G. Sei persone sono state accompagnate in carcere, mentre le altre 8 sono state sottoposte agli arresti domiciliari. Contestualmente, sono state eseguite 9 perquisizioni domiciliari a carico di altri soggetti 'contigui' agli arrestati. L’operazione “Montana” ha visto impegnati nelle città di Terni e Roma oltre 150 operatori, appartenenti a tutti gli Uffici della Questura di Terni ed ad altre Questure limitrofe (Roma, Perugia, Viterbo, Arezzo, L’Aquila e Rieti), oltre che al Reparto Prevenzione Crimine “Umbria-Marche” e “Lazio”, alle unità cinofile della Questura di Roma ed al Reparto Volo di Pratica di Mare. E’ stata completamente disarticolata una rete criminale multietnica (italiani, albanesi, tunisini e peruviani), capace di mettere in piedi un giro d’affari di alcune centinaia di migliaia di euro mensili, attraverso la cessione di stupefacente di vario tipo (cocaina, eroina, hashish, marijuana e droghe sintetiche), spacciato sul mercato ternano, in particolare nel centro cittadino e nei luoghi di aggregazione giovanile.
Le indagini
Nel quadro del progetto preventivo e repressivo, promosso dal Questore Antonino Messineo e finalizzato ad arginare il fenomeno dello spaccio di stupefacenti nella città di Terni, l’indagine della Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Terni, diretta dal Commissario Capo Davide Caldarozzi, coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica Alberto Liguori e dal Sostituto Procuratore Marco Stramaglia, ha preso le mosse dall’arresto per droga nel giugno del 2017 di un cittadino albanese, rintracciato di ritorno da Roma in auto, a bordo della quale, abilmente occultato all’interno di un vano del cruscotto, trasportava un panetto di cellophane contenente oltre un chilogrammo di cocaina purissima.
La rete criminale ed il modus operandi
La rete criminale, composta perlopiù da pluripregiudicati (tranne uno, tutti tra i 25 e i 35 anni), era composta da un 66enne, residente a Terni, che vanta nel suo curriculum criminale rapine, estorsioni e spaccio di stupefacenti, il figlio, 3 giovani ternani già noti alla Polizia di Stato, un campaano, 3 tunisini, 2 albanesi, e un peruviano, oltre a due persone residenti a Roma: un italiano ed un altro albanese. Il luogo di ritrovo e dello spaccio, la vera e propria centrale “operativa”, era stata fissata in un locale pubblico, situato in una via molto trafficata della città di Terni, poco fuori dal centro cittadino. Le figure di spicco della rete, sedute ai tavoli del bar, gestivano lo spaccio di stupefacenti, prendendo accordi con fornitori, pusher e consumatori anche attraverso “pizzini”, spesso utilizzati per indicare i luoghi delle consegne, bruciati subito dopo per non lasciare traccia. In altre occasioni, per non destare sospetti, gli incontri di “affari” venivano organizzati all’interno di alcune chiese cittadine. Lo stupefacente, proveniente dalla Capitale, arrivava a Terni trasportato su autovetture con il vano porta oggetti modificato, spesso ricorrendo al sistema delle “staffette”, e veniva consegnato dagli stessi “romani” nel locale pubblico, dove veniva preso in consegna dagli spacciatori. Uno di essi, dopo aver “tagliato” la droga, la suddivideva in dosi per lo spaccio al minuto. Tale operazione avveniva in una fitta boscaglia, nella periferia della città, che raggiungeva con il suo scooter. Una volta preparate le dosi, il giovane tornava in centro, dove, sempre a bordo dello scooter, le consegnava ad altri pusher e consumatori. Rapido negli spostamenti, cambiava quasi quotidianamente itinerario, ed in un giorno riusciva a “servire” una folta clientela, variegata per fasce di età e di reddito. Oltre a lui, è emersa nel corso delle indagini un’importante serie di spacciatori, attivi soprattutto nelle zone maggiormente frequentate da giovani. Il ricavato della vendita dello stupefacente veniva utilizzato anche per finanziare acquisti sempre più ingenti di droga.
8/3/2018 ore 13:27
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