21/09/2019 ore 23:14
Terni: i carabinieri arrestano i componenti di una intera famiglia per spaccio di droga
I carabinieri della Compagnia di Terni hanno arrestato tre persone per spaccio di droga. I tre fanno parte di un'unica famiglia. Gli arrestati sono infatti la madre, una 46enne marocchina, suo figlio 23enne ed il compagno della donna, un 37enne di origine siciliana ma da tempo residente a Terni. tutti e tre risultano già gravati da precedenti di polizia per reati inerenti gli stupefacenti. I tre sono accusati, a vario titolo ed in concorso, dello spaccio di vari tipi di stupefacenti: hashish, marijuana e cocaina. Gli arresti sono da mettere in relazione con quelli di altre due persone (italiane e pregiudicate) avvenuti in precedenza. L'indagine è stata portata avanti sia con l’utilizzo di strumenti tecnici (intercettazioni telefoniche, ambientali e riprese video) che con numerosi servizi “tradizionali” di osservazione e pedinamento permettendo di effettuare numerosi riscontri agli spacci avvenuti. Una ventina sono state le persone segnalate alla locale Prefettura. Denunciate a piede libero per lo stesso reato anche altre sette persone: quattro extracomunitari e tre italiani, che coadiuvavano il “nucleo familiare” nell’attività di vendita. Gli indagati, secondo quanto riferiscono dal comando provinciale dell'Arma, cedevano lo stupefacente in varie zone della città ma soprattutto presso la loro abitazione, ubicata a Gabelletta, e grazie ad un vasto giro di assuntori ed alla natura eterogenea dello stupefacente immesso sul mercato al dettaglio, riuscivano ad accontentare un ampio bacino di utenza, sovente anche proveniente da comuni vicini. Le dosi, poi recuperate dai militari nelle auto, nei cassettini degli scooter e negli zaini portati in spalla dagli acquirenti sui mezzi pubblici con i quali raggiungevano gli spacciatori, venivano cedute dai tre arrestati sia sulla soglia della loro abitazione, protetta anche dalla presenza di tre cani particolarmente aggressivi, che nei pressi di alcuni locali pubblici del centro storico, grazie anche agli altri “collaboratori”. L’attività d’indagine ha consentito di sequestrare non solo varie sostanze stupefacenti, ma anche materiale per la pesatura e per il confezionamento, a conferma della stabile organizzazione criminale del gruppetto familiare. L’attività di riscontro svolta dagli inquirenti ha permesso di appurare in alcuni casi anche la scarsa “qualità” dello stupefacente ceduto, tanto da obbligare il “cliente-assuntore” a ricorrere alle cure mediche, nonché le gravi minacce ed i metodi estorsivi posti in essere dagli indagati, che vendevano la droga anche “a credito” ai clienti conosciuti, per recuperare le somme di denaro provento dello spaccio consistiti anche nel “sequestro preventivo” dei mezzi di trasporto degli acquirenti.
7/2/2017 ore 12:20
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