21/09/2019 ore 23:41
Terni: Fiorini (Lega) presenta un esposto in Procura dove chiede di fermare l'inceneritore di Maratta
"Ho presentato un esposto alla Procura di Terni sulla riattivazione dell'inceneritore della Terni Biomassa di Maratta per verificare se ci sono tutte le autorizzazioni necessarie. Bisogna fermare l'impianto e procedere a nuovi controlli". È quanto dichiara il capogruppo regionale della Lega Nord, Emanuele Fiorini. "Si controlli - afferma l'esponente della lega Nord -, se l'inceneritore di Maratta poteva essere riattivato e se ci sono tutti i documenti e le autorizzazioni. L'impianto non poteva essere riacceso perché ha subito interventi di ammodernamento su indicazioni formulate da Arpa, ma manca la Verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale. Per questo ho presentato il 15 dicembre 2016 un esposto alla Procura di Terni, Guardia di Finanza e Carabinieri del Noe, con il quale chiedo di disporre tutti i controlli di competenza per verificare la correttezza dell’operato della Direzione regionale agricoltura e ambiente, in ordine all’adozione della determina dirigenziale con la quale si è provveduto ad autorizzare il riavvio dell’impianto di incenerimento di rifiuti, individuando anche eventuali responsabilità in ipotesi di violazioni accertate". "L’inceneritore di proprietà della Terni Biomassa – spiega Fiorini – è stato fermato a seguito di accertamenti effettuati fra il 2015 ed il 2016 dai Carabinieri del Noe di Perugia con il supporto tecnico di Arpa, in quanto era emerso il superamento nelle emissioni in atmosfera del valore limite di diossine e furani. Si è dunque provveduto alla diffida della Terni Biomassa e alla sospensione dell’attività di recupero rifiuti non pericolosi. A settembre 2016 il Servizio regionale energia e qualità dell’ambiente, con determina dirigenziale, ha autorizzato il riavvio dell’impianto sulla base di una nota trasmessa dalla Terni Biomassa, la quale ha dichiarato di aver rispettato le prescrizioni relative al sistema di monitoraggio in continuo dell’ammoniaca. L’atto è stato anche trasmesso al 'Servizio regionale Recupero Ambientale, Bonifica e AUA Provincia di Terni' che non si è espresso in materia pur essendo formalmente titolare dell’Autorizzazione unica ambientale vigente su un impianto che, rilasciando emissioni in atmosfera e scaricando liquidi, determina impatto ambientale. Ed entrambi questi aspetti sono stati oggetto dei rilievi mossi dai Carabinieri e da Arpa Umbria”. “Nella determina che autorizzava la riaccensione – continua Fiorini - l’ufficio regionale ha accolto le osservazioni di Arpa sulla caratterizzazione delle ceneri, le modalità di stoccaggio dei rifiuti e le modalità di campionamento dell’ammoniaca, senza tener conto delle altre censure mosse per le modalità di gestione dell’impianto e il relativo impatto ambientale. Tali prescrizioni dell’Arpa, che l’azienda per poter riattivare l’inceneritore era tenuta ad osservare, hanno determinato modifiche sostanziali nella configurazione e nelle modalità di gestione dell'impianto. Tuttavia nel Decreto Legislativo 152/2006 'Progetti sottoposti alla verifica di assoggettabilità di competenza delle Regioni' viene resa obbligatoria la verifica per gli impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi. E questo vale sia per i nuovi impianti, sia per quelli sottoposti ad ammodernamento. Pertanto – conclude Fiorini - l'inceneritore di Maratta doveva essere sottoposto a Verifica di assoggettabilità e Valutazione di impatto ambientale. Ma questa non risulta essere stata richiesta dall’azienda e non sono stati mossi rilievi a riguardo né dall’ufficio regionale che ha rilasciato l’autorizzazione né da quello competente in materia di Autorizzazione Unica Ambientale".
12/1/2017 ore 12:00
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