12/12/2019 ore 16:58
Sanità, la denuncia di M5S: "all'ospedale 'Santa Maria' persi ben 170 posti letto in 15 anni"
Polemiche sulla presenza di barelle lungo le corsie del "Santa Maria" di Terni. A sollevarle è il consigliere regionale di M5S Andrea Liberati. “L’inverno, si sa, è stagione particolarmente critica per la salute delle persone e, specialmente, di quelle più deboli. È la stagione in cui i nostri nosocomi si affollano e certi problemi operativi della Sanità umbra, su Perugia e su Terni segnatamente, riesplodono regolarmente da diversi lustri”. “Sono trascorsi mesi dalle nostre segnalazioni – ricorda il capogruppo pentastellato -, ma poco o nulla pare cambiato. Siamo dinanzi a una condizione cronico/strutturale permanente, con numerose richieste di intervento di tanti utenti che quotidianamente ricorrono alle degenze dei nosocomi di Perugia e Terni, ma non di rado finiscono sul corridoio o in reparti impropri. Su Terni – commenta - è poi noto come l’Azienda ospedaliera abbia perso quasi 200 posti letto negli ultimi 15 anni, da 700 a circa 530. è un fatto che ha del clamoroso e che, pure in virtù della buona ‘attrattività’ dalle province contigue, nonché di una popolazione che invecchia, provoca un cortocircuito costante”. “Nell’ottobre scorso – continua Liberati - ricordammo come il polo di Terni presentasse un numero di posti letto inferiore sia alle necessità che ai parametri demografici/statistici, con ampie ricadute generali. Posteggiare pazienti lungo i corridoi di degenza, o in reparti diversi rispetto a quello di assegnazione, è da anni la regola in questo ospedale e mina chiaramente la qualità assistenziale in termini di tempistiche, modalità, chiarezza comunicativa con pazienti e familiari. Al continuo ricorso di corsie trasformate in luoghi di degenza, bisogna aggiungere l’utilizzo in pianta stabile di posti soprannumerari nei singoli reparti, affollando stanze di degenza e medicherie, mentre altri spazi sono chiusi nei fine settimana e nelle festività”. Liberati rinnova dunque “aspre critiche per aver investito decine e decine di milioni su un complesso non antisismico, quello di Terni, che ha comunque strutturalmente raggiunto il suo termine di vita utile. Si poteva e doveva pensare a un nuovo polo ospedaliero-universitario integrato Terni-Narni, compensazione minima per comunità da 150mila persone che, da oltre un secolo, tanto hanno dato e tutt'ora sacrificano in termini di salute umana sull’altare della produzione industriale. Un polo ospedaliero integrato anche con Asl, al fine pure di evitare di gettare milioni di euro (circa 20 milioni nell’ultimo decennio) in affitti di immobili che, da tempo, potevano essere di pubblica proprietà”.
Per Liberati “molto resta da fare anche contro retaggi e influenze vetero-politico-sindacali che, nel tempo, hanno determinato alcune plateali inefficienze nel nostro sistema sanitario. Il problema dei 170 posti letto perduti in 15 anni nella sola Terni va oggi affrontato con forza e lucidità, in una visione d’insieme, guardando finalmente ai prossimi cinquanta anni, restituendo al nosocomio e all’utenza un accettabile livello di accoglienza e servizio. Quanto ancora si può contare – si domanda in conclusione il capogruppo pentastellato - su un personale medico, infermieristico e ausiliario che si fa in quattro per cercare di tamponare tante criticità, se da lunga data mancano politiche programmatorie serie da parte della Regione?”
(Foto di repertorio, presa dalla Rete)
30/12/2016 ore 4:25
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