13/11/2019 ore 12:47
Terni: blitz della polizia in casa di uno spacciatore 37enne, sequestrato mezzo chilo di cocaina
La polizia ha arrestato un noto spacciatore albanese. L'operazione ha preso il via da un episodio accaduto a giugno quando venne trovato un giovane reatino in overdose. A fornire la droga al reatino sembra fosse stato un tunisino di 37 anni che venne denunciato. Gli agenti della sezione antidroga della Squadra Mobile, diretta dal Vice Questore Aggiunto Alfredo Luzi, sono risaliti all'albanese, anche lui del 1979, che è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio. L'uomo è stato trovato in possesso di oltre mezzo chilo di cocaina suddivisa in vari involucri oltre a materiale per il taglio ed il confezionamento dello stupefacente. Nel corso di mirati servizi di appostamento e pedinamento effettuati nei pressi dell’abitazione dell’abanese, è stato notato un via vai di soggetti, anche della cosidetta 'Terni bene', che gravitavano nella zona suffragando in tal modo i sospetti che all’interno dell’abitazione lo straniero avesse messo in atto una vera e propria centrale dello spaccio. Nel corso del blitz è stata effettutata una perquisizione domiciliare, estesa ad un ciclomotore con cui si muoveva lo spacciatore. Ben nascosti nello scooter sono stati trovati gli involucri di stupefacente ed anche un bilancino di precisione. "L’arrestato - affermano dalla questura di Terni -, è un soggetto ad elavata pericolosità sociale, gravato da molteplici precedenti per reati in materia di stupefacenti; più volte è stato tratto in arresto e sottoposto a misure cautelari in carcere nell’ambito di indagini svolte dalla Squadra Mobile. L’albanese, proprio per la sua personalità criminale era stato sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale della P.S con Obbligo di soggiorno nel Comune di Terni, aggravata dall’obbligo di presentarsi all’autorità di Pubblica Sicurezza tre giorni alla settimana". Si ritiene che la droga sequestrata fosse destinata al consumo locale. Rispetto alla posizione dell’arrestato sul territorio nazionale, è emerso che nel 2015 gli era stato rifiutato il permesso di soggiorno e personale dell’Ufficio Immigrazione lo aveva accompagnato al CIE di Bari dove lo stesso, per evitare l’espulsione in Albania, aveva fatto richiesta di asilo politico ottenendo un permesso di soggiorno fino alla definizione del relativo procedimento e dell’esito dell’eventuale ricorso.
26/9/2016 ore 12:12
Torna su