24/09/2020 ore 04:48
Terni: inaugurata al "Santa Maria" una nuova struttura di Nefrologia e Dialisi che garantisce 32 posti letto
L’ospedale "Santa Maria" di Terni ha inaugurato la nuova struttura di Nefrologia e Dialisi che per circa due anni è stata oggetto di importanti interventi di ristrutturazione, ampliamento e potenziamento. Interventi fatti per fare fronte alle esigenze di tutti quei pazienti affetti da patologie renali che a Terni, così come in tutta Italia, sono in costante crescita. La struttura è collocata nella palazzina che ospita il reparto di malattie infettive, l’oncoematologia e il servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) della Usl Umbria 2 (a piano terra), dove alcune aree sono state ristrutturate e altre appositamente create. In particolare sono stati costruiti ex-novo il reparto di degenza di Nefrologia con 8 posti letto convertibili a dialisi e una nuova area di emodialisi con 12 posti letto, ed è stato installato un nuovo impianto di osmosi (per la produzione dell’acqua utilizzata per la dialisi) che lavorerà in parallelo al vecchio impianto per una maggiore garanzia di sicurezza. A ciò si aggiungono anche un nuovo magazzino e un nuovo spogliatoio del personale. Il prossimo step riguarda la ristrutturazione dell’area più antica dell’edificio, dotata di altri 12 posti letto. Durante quest’ultima fase dei lavori, che si prevede durerà tre mesi a partire da dicembre, i pazienti già in terapia saranno spostati nelle due aree già completate. “Iniziati nel 2013, i lavori per la ristrutturazione della struttura di Nefrologia e dialisi – spiega il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Terni Andrea Casciari - hanno comportato un investimento di 1milone 800mila euro non ricompresi negli interventi straordinari ex art.20 e sono stati effettuati garantendo sempre la regolare attività di nefrologia e dialisi. Ora la struttura potrà rispondere in modo più adeguato all’aumentata necessità di posti per la dialisi, che solo negli ultimi cinque mesi, da maggio ad oggi, ha registrato un incremento del 10 per cento”. L’esigenza di incrementare i posti dialisi è stata determinata da due fattori principali. Il primo, di tipo contingente, è legato all’aumentata incidenza (il 14 per cento nel 2015 rispetto al 6 per cento dell’anno precedente) di rientro in dialisi dopo trapianto renale, di abbandono della terapia (tecnicamente drop-out) di dialisi peritoneale e anche del progressivo aumento di pazienti (per lo più anziani e pluripatologici o provenienti da terapie intensive) nei quali la patologia renale è secondaria ad altri eventi più importanti per lo più di tipo cardiologico. La seconda causa, di natura sistemica, è legata all’aumentata sopravvivenza dei pazienti grazie a cure e terapie sempre migliori. Si pensi che nonostante le rilevanti comorbidità e l’età avanzata dei pazienti, l’indice di mortalità è sceso dal 18 all’8 per cento in un anno (2014-2015). Oggi i pazienti in trattamento emodialitico all’ospedale di Terni sono 106, di cui 90 con tre sedute a settimana e altri 8 sono in lista d’attesa per l’inizio programmato (in base alle condizioni cliniche) della terapia. A questi si aggiungono 16 pazienti, per lo più giovani, che effettuano la dialisi peritoneale quotidiana a domicilio e altri 8 sono in lista di attesa per l’inizio del trattamento. Negli ultimi due anni sono stati sottoposti a trapianto renale due pazienti (uno nel 2014 e uno nel 2015) ma sono 12 quelli in lista di attesa per il trapianto: 9 prenotati a Perugia, 4 a Firenze, 2 a Roma e 1 a Pavia.
4/12/2015 ore 12:23
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