22/11/2019 ore 17:23
Il mondo umbro del giornalismo è in lutto, è morto Dante Ciliani il presidente dell'Ordine Regionale
E' morto Dante Ciliani, 59 anni, giornalista, capo servizio de' Il Messaggero e da anni presidente dell'Ordine dei Giornalisti dell'Umbria. Una tragedia che ci tocca tutti da vicino, perchè Dante era il nostro "capo". Una malattia terribile, scoperta solo tre mesi fa, se l'è portato via. A nulla sono valse le cure cui i medici hanno tentato di sottoporlo. Dante, per gli amici "Cip", non ce l'ha fatta. Troppo avanzato era il male che lo ha colpito ed impossibile era intervenire chirurgicamente. Un destino crudele per quest'uomo sempre gioviale, scherzoso, ironico e pronto in ogni istante alla battuta.
IL RICORDO DEL NOSTRO DIRETTORE
L'ultima volta che ci siamo visti con Dante è stato la sera del 4 giugno scorso ad una cena, in un ristorante nei pressi di Terni. Una cena tra pochissimi amici. Ricordo che arrivò con una mezzora di ritardo, tanto che quando si presentò (ridendo), venne da tutti noi apostrofato e riempito di "rimproveri". Era tutto uno scherzo, ovviamente, e lui ci rispose per le rime, ricambiando di buon grado le nostre "paraventate". Eravamo seduti uno a fianco all'altro e durante la cena io e lui non facemmo altro che ricordare i tempi andati, quelli della vecchia redazione del Messaggero, con giornalisti ormai in pensione ed i tanti personaggi che erano passati lì dentro. Gli altri amici ci stavano a sentire, anche perchè Dante condiva ogni ricordo con aneddoti e battute, e quindi la risata era sempre pronta a partire. Poi ricordo che mi fece un sacco di domande sull'altra mia attività, quella di dj, promettendomi che una sera sarebbe venuto a farmi compagnia durante qualche festa. Insomma, fu una cena allegra, spensierata; di quelle che si fanno tra amici che hanno il piacere di vedersi ogni tanto. Ci salutammo. Ognuno riprese la propria macchina. Io e Dante uscimmo per ultimi dal lungo viale che dal ristorante porta verso la strada statale. Ricordo i fari della sua auto dietro di me. Poi un colpo di clacson all'incrocio per salutarci. Io andavo a sinistra, lui girava verso destra. Sei giorni dopo (era il 12 giugno), alle 11 di mattina mi chiama un amico carissimo, un collega giornalista che con la voce rotta mi dice che Dante è all'ospedale. Gli hanno scoperto un male terribile. Era andato per fare dei controlli, ma gli hanno detto di trattenersi. Da quel giorno la situazione è precipitata e da quel momento ho puntualmente chiesto notizie sulle sue condizioni di salute. Non ho mai avuto il coraggio di andarlo a trovare. Nonostante in vita mia, seguendo la cronaca, ne abbia viste di tutti i colori, non me la sono sentita di vedere Dante che soffriva. Ho sempre sperato che ce la facesse e dunque continuavo ad illudermi di poterlo rivedere, con quel suo faccione allegro, proprio come lo era la sera del 4 giugno in quel ristorante.
Ciao Dante, ciao "Cip"....
13/9/2015 ore 17:01
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