24/02/2020 ore 03:46
Terni: presentato in Provincia un protocollo d'intesa per il miglioramento dei servizi sanitari ai cittadini
E' stato presentato in Provincia un protocollo d’intesa che stabilisce una collaborazione tra Centro sociale e culturale anziani “A. Volta” e Tribunale dei diritti del malato per migliorare il funzionamento dei servizi sanitari. Ne hanno parlato il presidente del Centro “A. Volta” Mario Andrea Bartolini e il coordinatore per Terni del Tribunale dei diritti del malato Daniele Giocondi. L’atto, in modo particolare, si prefigge:l’eliminazione delle lunghe liste di attesa (che attualmente possono arrivare addirittura a due anni); il rilancio della medicina di base con la rivalutazione del ruolo della figura professionale del medico di famiglia e il conseguente, inevitabile, risparmio di spese sanitarie; il contenimento dei costi giunti ormai a livelli decisamente insostenibili per le categorie sociali meno abbienti; maggiore avvicinamento delle strutture sanitarie (ospedale, Asl, ecc.) ai cittadini e alle loro esigenze; la promozione di iniziative comuni per l’informazione, la formazione di una adeguata cultura sulla sanità e la prevenzione. ”Il protocollo – ha affermato Bartolini - è stato siglato. Bisogna adesso fare in modo che non rimanga lettera morta e che sortisca riscontri concreti”. Da parte sua, Giocondi ha lamentato le disfunzioni del sistema sanitario locale riportando alcuni dati relativi al 2013: il 74,3% dei cittadini esprime grande disagio per i tempi troppo lunghi di attesa delle prestazioni (l’Umbria, insieme al Veneto, alle Marche e all’Abruzzo ne detiene, tra l’altro, il primato negativo); il 38%, a causa delle lungaggini, è costretto pertanto a rivolgersi alle strutture private; solo il 10% ricorre all’intramoenia (prestazioni sanitarie erogate a pagamento dai medici ospedalieri al di fuori degli orari di lavoro) mentre è aumenta sensibilmente il numero di chi si rivolge ai privati. Occorre, ha continuato Giocondi, rilanciare la medicina di base con la “presa in carico” dell’assistito da parte del medico di famiglia, dalla prevenzione-educazione fino alle cure nel territorio. E questo in considerazione anche della diminuzione del tasso di natalità e dell’incremento della popolazione anziana (gli italiani, insieme agli svizzeri e ai giapponesi, sono tra i più longevi, con età media di 82,7 anni). “E’ necessario – ha detto Giocondi – attuare ed espandere i modelli di assistenza previsti dalla legge 188/2012, meglio nota come decreto Balduzzi, con strumentazioni di base funzionanti 24 h su 24 e per tutti i sette giorni. E’ possibile contenere i costi delle prestazioni sanitarie evitando aggravi nei confronti delle fasce più deboli oggi. Basti considerare che, per gli eccessivi costi da sostenere, ben 9 milioni di italiani sono stati costretti a rinunciare a curarsi. Le soluzioni per rimediare a questa situazione – ha concluso il coordinatore per Terni del Tribunale dei diritti del malato – ci sono e consistono innanzitutto nei tagli agli sprechi, nella drastica eliminazione degli enti inutili o dannosi, nell’unicità dei centri di spesa, nella trasparenza totale della contabilità”.
9/7/2015 ore 5:25
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