21/11/2019 ore 14:06
Truffa alle assicurazioni: coinvolte 25 persone, ci sono anche dipendenti di un ente pubblico
Falsi incidenti. Che hanno portato all'emissione di 25 avvisi di garanzia nei confronti di altrettante persone, tutte implicate in varie truffe in danno di compagnie di assicurazione commesse tra il 2005 ed il 2011 in provincia di Terni. Cinque di queste (tre dipendenti di un ente pubblico, un meccanico ed un ex agente assicurativo) sono indagate per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di numerosi delitti della stessa natura. Questo il bilancio dell'operazione "Monster" condotta a termine dalla polizia stradale di Terni. Sono in corso ulteriori indagini per analizzare altri incidenti e verificare le attività poste in essere da altre persone. Le truffe, stando a quanto riferiscono dalla questura di Terni, consistevano nella simulazione di incidenti stradali nei quali una o più persone rimanevano ferite in maniera anche importante, così da ottenere risarcimenti sostanziosi dalle ignare compagnie di assicurazione. In particolare, l'ex assicuratore, persona operante e molto conosciuta nel settore assicurativo, avrebbe messo a disposizione la sua esperienza, che gli consentiva di muoversi con disinvoltura tra perizie tecniche e mediche, compilazione di Cid, citazioni ed azioni giudiziarie. Fondamentale nella vicenda sarebbe stato il ruolo dei pubblici ufficiali i quali sarebbero stati protagonisti di più di un evento infortunistico simulato. C'era poi il meccanico specializzato in motocicli di grossa cilindrata, capace, in poche ore, di smontare una moto intatta e “rivestirla con pezzi di una incidentata. Degli oltre 50 incidenti “sospetti” sottoposti al vaglio della polizia stradale di Terni, più di venti sarebbero risultati falsi: alcuni simulati con il metodo più semplice e classico di procurarsi un'auto di scarsissimo valore da poter danneggiare a piacimento, intestandola ad un complice. Nel giro di poco tempo, veniva reperito un altro “amico” che avesse l'auto incidentata nella parte posteriore, si stabiliva un luogo (sempre appartato) ed un orario (generalmente sera, comunque quando il traffico è scarso); si trovavano almeno cinque persone disposte a dichiarare di essere conducente e passeggeri del veicolo tamponato e si inscenava il tamponamento che, ovviamente, non veniva mai rilevato dalle forze dell'ordine. Gli “infortunati”, per rendere la simulazione più convincente ed i rimborsi più sostanziosi, dovevano poi recarsi al pronto soccorso e i “registi” li indirizzavano immancabilmente verso gli ospedali di Narni o Amelia, nel tardo pomeriggio o anche la sera, per essere certi che non vi fossero in servizio ortopedici o radiologi che approfondissero l'accertamento clinico e potessero intuire che il “colpo di frusta” o il “trauma contusivo” fossero stati simulati. Almeno tre incidenti, uno dei quali molto remunerativo per via delle lesioni dichiarate, sarebbero stati simulati tra autovetture e ciclisti. Altri utilizzando delle moto incidentate acquistate a pochi soldi su internet.
12/12/2014 ore 18:16
Torna su